Overbooking
Quel (poco) che valgono i vostri libri
Dopo aver perso la causa sull’utilizzo di libri protetti da copyright durante l’addestramento di Claude, Anthropic ha dovuto pagare un miliardo e mezzo di dollari. Ma i titoli coinvolti erano 482 mila: significa che il loro utilizzo si assesta sull’equivalente di 2.738 euro e spiccioli per ciascuno
1 AGO 26

Foto LaPresse
Presto, sgomberate una piazza ed erigete un monumento ad Andrea Bartz! La giallista newyorchese (poco nota in Italia: mantenendo il titolo originale, è stato tradotto soltanto We never were here, Mondadori, 368 pp., 13 euro) passerà alla storia della letteratura, anzi, meglio, dell’editoria, come la scrittrice che ha sgominato l’intelligenza artificiale. E’ stata infatti lei a convincere altri autori della stessa casa editrice – la Bloomsbury che, per intenderci, ha pubblicato Harry Potter – a far causa ad Anthropic sull’utilizzo di libri protetti da copyright durante l’addestramento di Claude, ottenendo così il pagamento di un miliardo e mezzo di diritti d’autore.
La sentenza è di capitale importanza per tre motivi. Anzitutto, a lungo termine, imprime una svolta radicale al rapporto fra macchina ed essere umano, sancendo come la creatività della prima dipenda dalla seconda, e che pertanto ogni apparente novità vomitata dalla bocca virtuale dei chatbot è un sottoprodotto derivato da una materia prima che, come tale, va comprata. Più ancora, e lo vedremo sul medio termine, modifica il concetto stesso di lettura, con ricadute non solo sugli automi. Se l’AI è una macchina in grado di leggere velocemente tantissimi libri per trarne ispirazione e produrne di simili, noi siamo macchine un po’ meno potenti: facciamo lo stesso leggendo di meno e più lenti, ma tutti gli autori hanno iniziato a scrivere perché ispirati da qualcun altro. Vedrete che, entro qualche anno, le case editrici chiederanno i diritti d’ispirazione ogni volta che ravviseranno somiglianze tematiche o stilistiche, mentre gli autori cercheranno di schermirsi dichiarando di avere letto soltanto libri pubblicati almeno duecentocinquant’anni prima. Da ultimo, e ciò si nota al volo, la somma vertiginosa strappata da Bloomsbury ad Anthropic non è questo gran che.
I titoli coinvolti nella causa erano 482 mila: significa che il loro utilizzo da parte dell’AI, che ad Anthropic costerà un sacco di soldi nel complesso, si assesta sull’equivalente di 2.738 euro e spiccioli per ciascuno. Tanto varrà dunque qualsiasi libro pubblichiate: tutta questa smania di scrivere per diventare ricchi e famosi proprio non si capisce.