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Vite leggendarie
La recensione del libro di Giorgio Ieranò edito da Sonzogno, 270 pp., 18 euro
29 LUG 26

"Purtroppo noi moderni abbiamo spesso coltivato un atteggiamento duplice nei confronti degli antichi: da un lato pensiamo che tutto quello che hanno detto o fatto sia sublime, da scolpire nel marmo, soltanto perché è antico; dall’altro, per il solo fatto che abbiamo avuto la ventura di essere venuti dopo, ci sentiamo più evoluti, più intelligenti, più raffinati di loro. Forse ci sbagliamo in entrambi i casi”. Così si esprime nel prologo di questo volume l’autore, docente di letteratura greca all’Università di Trento, e non c’è dubbio che il suo libro rappresenti un ottimo strumento per imparare a evitare gli errori a cui si è fatto cenno. Infatti, Ieranò presenta alcuni uomini illustri della Grecia classica in tutta la loro concreta umanità, senza farne degli intoccabili mostri sacri, ma neppure dei vecchi attrezzi polverosi e ormai inutili. Giovandosi soprattutto degli scritti di Plutarco e Cornelio Nepote, Ieranò presenta al lettore i ritratti di Solone, Pisistrato, Leonida, Temistocle, Pericle, Alcibiade, Socrate, Senofonte, Dionisio il Grande e Demostene, senza dimenticare alcune figure femminili alle quali dedica un capitolo particolarmente brillante. Di ciascuno di questi personaggi vengono raccontati la vita e gli eventi che l’hanno caratterizzata, privilegiando ovviamente i più importanti, ma non tralasciando di soffermarsi anche su quelle che siamo soliti definire curiosità. A tale proposito, una sottolineatura particolare merita la descrizione di Socrate, grande fra i grandi, che comprende anche molte informazioni che lo umanizzano alquanto, come la pungente ironia con cui lo tratta Aristofane, che lo riduce a una macchietta, o la sua bruttezza fisica, o il suo passeggiare scalzo per le vie di Atene o, ancora, il suo rapporto burrascoso con la bisbetica moglie Santippe. Dopo aver dato conto di tutto questo, Ieranò non dimentica il processo e la condanna a morte di cui Socrate fu vittima e che rappresentano una delle pagine più celebri di tutta la storia della cultura occidentale. Chi fu dunque Socrate? Un martire del libero pensiero? Un uomo saggio che pagò con la vita la sua intransigenza morale? La vittima di un’ epoca violenta caratterizzata da sanguinosi conflitti? L’epilogo del libro è dedicato ad Alessandro Magno. Con lui la storia greca voltò pagina e la sua vicenda rappresentò l’alba di un mondo nuovo. Quello vecchio era tramontato, lasciando un’eredità che non deve essere mitizzata, ma la cui straordinaria ricchezza continua ad affascinarci.
Giorgio Ieranò
Vite leggendarie
Sonzogno, 270 pp., 18 euro
Vite leggendarie
Sonzogno, 270 pp., 18 euro