Là dove non c’è il Qr code sul menù

Aglientu si anima già dalle prime ore della mattina. Gli odori della biancheria, del caffè e dei biscotti e i colori di frutti estivi e bouganvillee catturano i sensi mentre in alto svetta una bandiera nerazzurra

18 LUG 26
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Le sette del martedì mattina. Cielo celeste chiaro, nella incontenibile alba di luglio. Appena oltre le colline si avverte il mare. In piazza ferve il lavoro: gli ambulanti montano le bancarelle. Vengono dall’interno a vendere frutta e verdura. E biancheria per la casa che già oscilla a un tenue vento, e cinture di vero cuoio – ne sento il profumo. Fiori poi, e vestiti da mare: viole, blu, azzurri, bellissimi. Come splende il rosa delle pesche mature, e il giallo dei limoni, e le angurie tagliate a metà, rosse e golose.
Martedì mattina ad Aglientu, Gallura, è una festa. Dal Bar Sport l’aroma aspro del caffè. Sopra all’insegna una bandiera dell’Inter grande come un lenzuolo sventola orgogliosa. Tutti si conoscono e si salutano. Davanti, la chiesa. Appena dentro, la statua di Padre Pio. Profonda Italia, intatta, salva ancora: né wine bar né dehors, né Qr sui menu.
Le bouganvillee erompono dai balconi come fontane viola. I vecchi siedono sulla porta di casa, nell’ora più fresca, senza il cellulare il mano: capaci di silenzio.
Il mio angolo più caro è in cima al paese: appena oltre una curva, all’orizzonte si spalanca il mare. E c’è sempre vento, e oscillano gli steli dei fiori selvatici. Accanto c’è una pozza d’acqua, e al tramonto vengono a bere i cinghiali, e le cinghialesse con i piccoli in fila.
In fila alla stessa ora, dall’altro lato del borgo, anche un manipolo di gatti, cui una materna signora dà da mangiare. Sono tutti rossi. E’ il paese dei gatti rossi.
C’è una pasticceria da cui al mattino soffia aroma di biscotti, e un ferramenta fantastico, in cui trovi qualsiasi tipo di attrezzo – di molti dei quali ignori l’utilizzo. A sera, sul sagrato, i bambini – pochi purtroppo – si rincorrono come rondini, mentre i vecchi al Bar Sport bevono adagio il bianchino.
Italia profonda, incontaminata. Nelle strade assolate delle due, che silenzio. E, alla curva, quel mare. Si fa di porpora il cielo, quando la sera ancora una volta, incandescente, cade nel mare il sole che muore.