Adieu

La recensione del libro di Honoré de Balzac edito da Il ramo e la foglia edizioni, 144 pp., 16 euro

10 GIU 26
Immagine di Adieu
Pur nella sua brevità, "Adieu" di Honoré de Balzac presenta al suo interno un importante numero di tematiche care allo scrittore francese. Racconto che si svolge tra una dimensione intima e un’altra prettamente storica, con un andamento non distante dalla trasposizione cinematografica, esso racconta la travagliata storia d’amore del colonnello Philippe de Sucy con la contessa Stéphanie de Vandières, all’interno del quadro della ritirata di Russia da parte dell’esercito francese capeggiato da Napoleone.
Giunto in Italia in una versione con testo a fronte curata da Mariolina Bertini e con una lunga introduzione di Alessandra Ginzburg, Adieu riesce a dare conto del genio balzacchiano nelle sue molteplici sfaccettature mistico-esoteriche, ponendosi in continuità con le argomentazioni della celebre Comédie humaine, vera “architettura del sapere” per generazioni di studiosi. Dopo una lunga gestazione, Balzac decise infatti di inserire questo récit in appendice alle Études philosophiques del suo grande opus magnum, certamente a causa delle svariate tematiche filosofiche presenti in maniera esplicita nel testo, e dei personaggi “accomunati dalla problematica della materialità del pensiero da cui possono derivare esiti imprevedibili”, come sostiene Ginzburg in apertura di lavori. Del resto, la follia è il perno centrale delle varie sezioni che compongono Adieu, attraverso rimandi diretti e indiretti che esplorano la natura dell’animo umano così come delle emozioni che ne intaccano la coscienza. Nello specifico, il personaggio che incarna la follia, la contessa de Vandières, diventa, fin dalla prima parte in cui la malattia mentale viene messa in rilievo (“E’ la contessa di Vandières, dicono che sia pazza”), il centro delle preoccupazioni dell’autore. Balzac darà allo zio medico Fanjat il compito di “alleviarne” la sofferenza per mezzo di una “metodologia di cura fondata prima di tutto sull’accoglienza totale dei comportamenti anomali della nipote”, in seguito allo choc patito durante la campagna di Russia in cui era stata trascinata da suo marito generale. L’importanza della Storia, allora, assume un ruolo cruciale nella fisionomia di Adieu, provocando uno straniamento nella mente della contessa che cadrà presto in uno stato profondo di demenza, dopo aver visto le migliaia di corpi morti della Beresina, e dopo essere stata protagonista di un tentativo di salvataggio ad opera del colonnello de Sucy. Il ritorno alla realtà della terza parte non risparmierà infine Stéphanie, facendo sprofondare sempre di più nel dolore l’amante, che non riuscirà a fare a meno di “quel sorriso” che piano piano metterà per sempre fine (anche) alla sua vita.
    
Honoré de Balzac
Adieu
Il ramo e la foglia edizioni, 144 pp., 16 euro