Lì dove tutto è uguale e solo noi passiamo. Lettera dai Bagni Elisa

Un sabato di fine maggio davanti al mare, tra ombrelloni azzurri, focaccia, altalene e saluti che si ripetono da generazioni. In Versilia il mondo sembra fermarsi, mentre a cambiare sono soltanto le persone che tornano ogni estate

30 MAG 26
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Foto Ansa

Oh signora, bentornata! Come sta? Tutti bene a casa?”. Il bagnino Giovanni ha più di settant’anni, la schiena forte e la pelle marrone di una vita sotto al sole. In questo sabato caldissimo di fine maggio, come un primo boccone di estate, ritrova generazioni di clienti. I nonni con i nipoti, e i genitori – gli adolescenti che sgridava quando facevano casino. E i sedicenni di oggi, quelli che ha visto imparare a nuotare con i braccioli di plastica. Tutti qui di nuovo al bagno Elisa, Versilia. E tutto come sempre. Una giovane e antica estate italiana.
Stesso ombrellone, stesso mare. Stessi amici che si ritrovano, ciao Antonio, ciao Luca. L’età li ha appesantiti, ma nella memoria tutti hanno ancora quella notte brava a vent’anni, e quella mitica gita in barca. Bagni Elisa, 23 maggio: la strana sensazione che il mondo, in questo angolo, sia rimasto immobile. Il biliardino, le altalene. Il profumo di focaccia. Perfino una di quelle macchinette che per una moneta danno ai bambini una pallina colorata.
E i ghiaccioli: fragola, limone o menta. E i camion e le formine per la sabbia su cui si affaccendano i più piccoli. L’odore della solita crema solare, quella di una volta. Te ne arriva una folata: il profumo dell’estate. Bitcoin, droni, AI, il nuovo ordine mondiale? Nulla. Qui ai Bagni Elisa c’è una bolla immobile e immune. Di Ucraina, di Gaza non si sente nemmeno parlare, come per un tabù.
Un’unica cosa sfugge all’illusione della distesa di ombrelloni azzurro cielo. Le sorelle M. , le due mitologiche bionde corteggiate da tutti, loro dove sono? Inutilmente le cercheresti. Eppure sono proprio qui, davanti al mare, il costume intero sul corpo ingrossato, i capelli argento. Sono qui che insegnano ai nipoti a fare i castelli di sabbia. Le salutano distratti, quelli che erano pazzi di loro. Tutto intatto ai Bagni Elisa in questa ouverture d’ estate, tranne le facce. Prosciugate dal tempo, sciupate dalla fatica. Anna e Lucia e quelle notti in spiaggia, perdute. Tutto uguale: soltanto noi passiamo.