qualcosa da leggere
Le crociate di Terrasanta
La recensione del libro di Marco Meschini edito da Sellerio, 224 pp., 18 euro
27 MAG 26

Due cose soprattutto colpiscono rileggendo il classico testo di Marco Meschini recentemente riproposto da Sellerio. La prima è la ricchezza di dettagli concreti: dall’imperatore Federico II che fugge all’alba da Acri inseguito dai lanci di ortaggi dei venditori del mercato, a Guido di Lusignano, re di Gerusalemme, che letteralmente cambia decisione dalla sera alla mattina, portando l’esercito crociato in pieno deserto verso la disfatta dei corni di Hattin che segna la perdita di Gerusalemme; dalla carica del maresciallo degli Ospitalieri Guarnerio di Nablus durante la terza crociata, che disobbedendo agli ordini di Riccardo Cuor di Leone si lancia da solo verso i musulmani al grido di “San Giorgio!”, trascinando l’esercito crociato a un imprevedibile successo, alle feroci dispute durante la quarta crociata tra chi vuole andare all’attacco di Costantinopoli e chi invece intende restare fedele all’obiettivo della Terrasanta. Per non dire degli episodi in cui la casualità segna svolte decisive, come l’arrivo dell’esercito musulmano in soccorso di Antiochia durante la prima crociata subito dopo che la città è caduta in mano cristiana: “Se il nuovo esercito islamico fosse arrivato poche ore prima, la crociata sarebbe finita in quell’estate del 1098”. O come l’episodio in cui “il Saladino esce dalla città in mezzo a una folla musulmana che vorrebbe ucciderlo e a proteggerlo dai suoi stessi correligionari sono due ali di guardie cristiane. Non sanno, in questo 1167, che stanno salvando il loro più acerrimo rivale”. Il che non vuol dire che siamo di fronte a una storia “aneddotica” che ignori gli aspetti culturali, economici, sociali, tutti ben presenti nel racconto; vuol dire piuttosto offrire una storia in cui gli elementi strutturali trovano la loro risoluzione nelle scelte dei singoli, con tutti i loro vizi e le loro virtù.
La seconda cosa che colpisce è il giudizio che Meschini formula sul valore complessivo delle crociate: “Le spedizioni pro Jherusalem recuperanda dilazionarono di secoli il crollo dell’Impero di Bisanzio. Senza il continuo afflusso di crociati, Costantinopoli sarebbe verosimilmente caduta in mano al mondo islamico molto prima del 1453”, e i musulmani avrebbero messo piede in Europa tre secoli prima. Tre secoli durante i quali, mentre in Terrasanta si combatte, con tutto il misto di eroismi e crudeltà, valore e stupidità che caratterizza ogni guerra, in Europa sono sorte la democrazia comunale, le università, la lettera di cambio, le cattedrali gotiche…
Marco Meschini
Le crociate di Terrasanta
Sellerio, 224 pp., 18 euro
Le crociate di Terrasanta
Sellerio, 224 pp., 18 euro