Una fogliata di libri
E e se i calabroni d’acciaio arrivassero qua? Lettera dalla nuova guerra
Un reportage racconta la "kill zone" ucraina, dove la guerra è ormai dominata da droni sempre più sofisticati e letali
di
11 APR 26

Un soldato ucraino lancia un drone nella regione di Kharkiv. (foto Getty Images)
La kill zone è lunga venti chilometri e profonda quaranta, in un punto del fronte che non viene nominato. Non è una linea diritta, spiega un ufficiale ucraino, ma si allunga o si allarga ogni giorno. Per chi ci entra la probabilità di morire è dell’ottanta per cento. Per questo laggiù operano solo droni: droni kamikaze gonfi di esplosivo, droni di terra, simili a rudi tosaerba, che sobbalzando sul terreno recuperano feriti e morti. Droni che sminano le strade, o sparano robuste reti a proteggere i borghi dai killer volanti che piombano sulle vittime in un sinistro sciabolio di pale.
Un reportage a firma di Jacopo Arbarello su Sky Tg24, l’altra sera, mi ha incollato allo schermo. Ci immaginiamo che la guerra la facciano i carri armati e i soldati. No, la nuova guerra la fanno i droni. E i russi negli stabilimenti statali, gli ucraini in cinquecento officine nascoste, progrediscono nella tecnologia ogni giorno. Gli ultimi sono i droni a fibra ottica, non guidati da segnali radio né satellitari: non intercettabili. I fini cavi di fibra coprono i villaggi come ragnatele. Nei campi, fermi, stanno gli waiters, droni che aspettano. Comandati da remoto. Se qualcosa di muove all’orizzonte, otto piccoli droni partono dal drone madre: soldati, civili, non c’è scampo. Questi nuovi droni sono invincibili. (Cosa, ti domandi, potrebbe impedire ai calabroni d’acciaio di superare le frontiere dell’Italia? Ma certamente, ti dici, ci si starà pensando).
Poi il ministro ucraino della Trasformazione digitale, Alex Bornyakov, parla di una recente esercitazione in Lettonia: Ucraina contro Nato. Sorride: “Venti dronisti ucraini hanno fatto fuori due Brigate in un’ora”. La nuova guerra. Ora hai il gelo addosso. I nostri figli forse non li metteranno, i piedi sul terreno. Ma ci penseranno i droni a massacrare militari e civili, calando come falchi sulle piazze, sulle folle, con quel loro maligno sciabolio. Le nostre città, e i figli, e i teneri nipoti bambini: tutto trema, nell’istantanea che ti rimane negli occhi, quando spegni la tv.