Il libro di Möbius

La recensione del libro di Catherine Lacey edito da Sur, 220 pp., 18 euro

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8 APR 26
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Ne "Il libro di Möbius", di Catherine Lacey, una donna esce dal suo monolocale per fare una chiamata, che come al solito non farà, dal telefono pubblico. Tornando a casa si accorge che dalla porta dell’appartamento vicino esce una macchia di sangue. Ma è sangue? Si può fidare di sé stessa? La raggiunge l’amica Edie, che è in crisi per la fine della relazione con un uomo manipolatorio e arrabbiato. Iniziano una conversazione in cui apprendiamo gli eventi recenti che hanno portato a quel punto. Per Edie, la crisi della fede dopo un’infanzia religiosa e un’adolescenza con tendenze mistiche; per Marie, il tradimento e il divorzio che l’hanno portata a vivere lì, in quel palazzo pieno di gente poco raccomandabile con una porta da cui forse esce del sangue.
Si gira (fisicamente) il libro, e si trova il racconto in prima persona di una donna che cerca di superare la fine di una storia d’amore; la donna è una scrittrice, non ha una casa fissa ma ha molti amici che a volte la ospitano. Ovunque vada riflette sul parallelismo fra la sua ultima relazione e l’esperienza di fede religiosa in cui è cresciuta: “Cominciai a credergli, un’adesione che però comportava una rigida obbedienza a colui che, si sarebbe quasi detto, mi aveva creata. Ovvio che aveva il diritto di dirmi chi ero e che cosa dovevo fare o volere”.
Il nastro di Möbius è una superficie geometrica con una sola faccia e un solo bordo. Si costruisce con una striscia di carta, dando a una delle estremità una torsione di 180 gradi e unendola all’altra. E’ un esempio di superficie non orientabile, associato al concetto di infinito.
Catherine Lacey, autrice tra gli altri anche di Biografia di X (2024) utilizza questo concetto per esplorare le caratteristiche e i limiti narrativi del romanzo e della scrittura autobiografica. Il libro si può iniziare sia da una parte che dall’altra, le due storie si incontrano nel mezzo. Entrambe sono storie complete – anche se le domande che pongono non hanno una risposta e continuano a riproporsi, all’infinito, con circostanze e riflessioni diverse.
In tutti i suoi libri, Catherine Lacey mette in discussione con intelligenza le regole del romanzo, portando avanti una sperimentazione che non è mai fine a sé stessa ma che dimostra le cose inaspettate che può fare la letteratura. Nel Libro di Möbius racconta la stessa storia in due forme che il dibattito contemporaneo vuole contrapposte, dimostrando che non sono poi così diverse. Sono, qui letteralmente, due superfici che si incontrano.
 
Catherine Lacey
Il libro di Möbius
Sur, 220 pp., 18 euro