una fogliata di libri
La riparazione
La recensione del libro di Marcella Filippa edito da Lindau, 173 pp., 19 euro
di
1 APR 26

Se è vero che il Novecento è stato un secolo segnato da aspri conflitti, spaventose violenze, feroci persecuzioni e spietati massacri va tuttavia osservato come, nell’arco dei decenni che lo hanno attraversato, molte siano state le persone desiderose di combattere l’imperante barbarie e di costruire un mondo estraneo alle ingiustizie, alle sopraffazioni, alle guerre.
Questo libro, opera della storica Marcella Filippa, raccoglie venti profili di donne che, vissute nell’Europa del “secolo breve” o, secondo Imre Kertész, del “secolo infelice”, hanno praticato l’arte della riparazione. Si sono sforzate, in altri termini, di rammendare ciò che era stato strappato, e si trovavano di fronte, utilizzando le proprie doti e inclinazioni: il canto, la musica, la pittura, la scrittura, la poesia, la fotografia, l’attività quotidiana, la filosofia, la compassione, la carità, il nomadismo, l’impegno politico e varie forme di resistenza esistenziale. Al di là delle epoche nelle quali hanno vissuto, delle appartenenze politico-ideologiche, delle differenti identità nazionali, si tratta di donne che hanno posto in essere – scrive l’autrice – “un atto sovversivo e creativo che recupera e trasforma. In modi diversi e con creatività hanno praticato questa arte, intrecciando fili luminosi, facendo nodi a volte leggeri, altre volte più consistenti, intricati, in un intreccio singolare a asimmetrico, fine o fitto, ricucendo strappi, riconnettendo la trama lacerata, per arrivare a vivere consapevolmente”.
Occorre anzitutto sottolineare come l’autrice ne abbia narrato le biografie utilizzando una prosa scorrevole, concisa e incisiva; si sia avvalsa di periodi brevi, che conferiscono alle sue pagine un ritmo rapido e costante; abbia attinto a innumerevoli fonti storiche, letterarie, artistiche, cinematografiche e si sia rivelata in grado di integrare, nell’ambito della sua scrittura, le tante citazioni tratte dalle opere consultate. La studiosa ritiene che le donne delle quali ha ricostruito le vicende in questo libro abbiano provato a costruire ponti, sovente con un coraggio che le ha spinte ad avanzare passo dopo passo in maniera impavida ma consapevole, a lanciarsi in un’avventura che ad altri sarebbe probabilmente sembrata velleitaria o persino irrealistica. Da Etty Hillesum a Margarete Buber-Neumann, da Rachel Bespaloff a Milena Jesenská, da Lidia Menapace a Simone Veil fino a Ilse Weber e alle meno note Anna Cherchi e Miriam Novitch, appare evidente come tutte costoro abbiano nutrito alcuni sentimenti comuni: la necessità di resistere a un potere che cerca di annientare ogni possibilità di opposizione, la volontà di compiere le azioni che si ritengono doverose, l’attenzione al benessere collettivo anche a scapito della salvezza individuale, la speranza di lasciare ai posteri un mondo meno ingiusto e violento. (Enrico Paventi)
Marcella Filippa
La riparazione
Lindau, 173 pp., 19 euro
La riparazione
Lindau, 173 pp., 19 euro