Il secolo mobile. Storia dell’immigrazione illegale in Europa

La recensione del libro di Gabriele Del Grande, Mondadori, 607 pp., 25 euro
10 GEN 24
Ultimo aggiornamento: 05:00
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Le migrazioni tra Africa ed Europa costituiscono il tema che, ormai da diversi anni, si trova al centro delle ricerche e della riflessione di Gabriele Del Grande. Reporter, studioso e regista, egli ha cercato di analizzare il fenomeno prendendone in esame l’andamento storico, le peculiarità attuali e i possibili sviluppi futuri per giungere a proporre un deciso cambiamento di rotta che sembra in grado di porre fine ai continui sbarchi e ai frequenti naufragi.
L’autore osserva come il regime oggi previsto dal trattato di Schengen precluda l’ingresso in Europa a gran parte della popolazione mondiale: vale a dire ai cittadini poveri e prevalentemente non bianchi provenienti da numerosi paesi africani e asiatici. Ai quali non resta dunque che tentare la traversata del Mediterraneo imbarcandosi dai porti franchi del Nordafrica e della Turchia. Un viaggio che si conclude, non di rado, con il naufragio delle “carrette del mare” e la morte dei loro passeggeri.
Va sottolineato come questo saggio tratti l’argomento in maniera rigorosa, accurata e sistematica: lo studio si occupa quindi tanto dello sbarco delle truppe dell’Armée d’Afrique a Marsiglia (1914) quanto della recentissima crisi delle ong a Lampedusa passando per la stagione della libera circolazione con le ex colonie, il divieto di espatrio dal mondo comunista, i disordini a sfondo razziale scoppiati nelle capitali europee, la caduta del Muro di Berlino e la stretta sui visti che, dal 1991, alimenta il mercato nero delle partenze.
Lo studioso non trascura, inoltre, di inserire il fenomeno oggetto della sua indagine nel contesto globale: dalla decolonizzazione alla Guerra fredda, dall’ascesa dei movimenti islamisti all’esplosione demografica che è stata registrata in parecchi paesi africani fino al recente protagonismo sulla scena internazionale dell’India e della Cina, egli rivolge la propria attenzione all’ambito planetario riuscendo a porre così in rilievo le interdipendenze esistenti tra i vari periodi storici.
Forte di una narrazione avvincente, Il secolo mobile si chiude con la formulazione di questa proposta: l’Ue dovrebbe superare il sistema dei visti e riportare i flussi migratori nei canali legali. Si tratterebbe, dunque, di instaurare un regime di libera circolazione affinché la mobilità non resti un privilegio riservato a pochi. Sarebbe – conclude Del Grande – “il miglior deterrente alle guerre e la garanzia di un ordine mondiale più giusto”.
Gabriele Del Grande
Mondadori, 607 pp., 25 euro