Non miele, ma sabbia o cicuta. Due conferenze tra New York e Granada

La recensione del libro di Federico García Lorca edito da Lindau (123 pp., 16 euro)
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13 DEC 23
Ultimo aggiornamento: 03:02 AM
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Meticolosamente curate da Monica Rita Bedana le due conferenze raccolte in questo libro, costituite da una riuscita miscela di prosa, poesia e musica, ci parlano di due città diversissime – New York e Granada, appunto – che influenzarono profondamente la vita e l’opera dell’autore andaluso. Questi vi ravvisa due opposte concezioni del mondo che lo spingono a interrogarsi su sé stesso e a reinventarsi, instaurando nel contempo un sincero dialogo con gli ascoltatori su temi talvolta scabrosi. Afferma egli al riguardo: “[…] quel che voglio ardentemente è comunicare con voi, dal momento che sono venuto, che mi trovo qui, che per un istante esco da un lungo silenzio poetico e non voglio darvi del miele, perché non ne ho, ma sabbia o cicuta o acqua salata”.
Dichiarazioni di intenti, queste, che trovano piena conferma nella prima conferenza, intitolata “Un poeta a New York”, frutto di un soggiorno di dieci mesi nella metropoli statunitense tra il 1929 e l’anno successivo. Lorca punta il dito contro le ingiustizie sociali, il razzismo, la segregazione, l’oppressione esercitata sulla vita del singolo individuo dal sistema capitalistico e individua nell’emancipazione culturale un efficace strumento tanto di protesta quanto di resistenza. Il testo documenta insomma come il contatto con la “barbara e primitiva” realtà americana abbia risvegliato in lui una combattiva coscienza sociale e lo abbia indotto a prendere posizione. Certo, il poeta non trascura affatto di sottolineare la commovente bellezza delle architetture e lo sfavillio dei colori della natura: gli resta però l’impressione di un mondo senza radici e di una città nella quale l’uomo è assoggettato a una disciplina crudele e soverchiante.
Nella seconda, che reca il titolo “Come canta una città da novembre a novembre”, Lorca racconta invece di come si sia affidato soprattutto all’udito e all’olfatto: è così riuscito a cogliere e descrivere le tante, suggestive atmosfere che – nel corso di un intero anno – caratterizzano Granada tra canzoni, rintocchi di campane, fuochi d’artificio, melodie intonate da bambini, processioni e celebrazioni religiose. Grazie anche al tono colloquiale e ironico, il poeta ci offre dunque un’esperienza multisensoriale che – osserva la curatrice nel pregevole scritto introduttivo –, ci conduce, nel “mondo illimitato” della sua produzione lirica.
Federico García Lorca
Non miele, ma sabbia o cicuta. Due conferenze tra New York e Granada
Lindau, 123 pp., 16 euro