Società in America
Recensione del libro di Harriet Martineau edito da Aracne (312 pp., 18 euro)

Harriet Martineau è stata una delle più brillanti scrittrici inglesi dell’Ottocento. Il suo lavoro di maggiore impegno è nato dal suo viaggio in America (Society in America), dove ella giunse nel settembre 1834 e dove si trattenne due anni, percorrendo gli Stati Uniti in lungo e in largo. La sua curiosità culturale, sociale ed economica era inesauribile: visitò le fabbriche del nord, le piantagioni del sud e le fattorie dell’ovest, volle vedere gli ospedali e le prigioni, prese contatto con le istituzioni culturali più note, parlò con un numero elevato di persone di ogni condizione, uomini politici compresi (conobbe Madison, col quale ebbe lunghe conversazioni sulla storia e la Costituzione del paese).
Ma rispetto a Tocqueville la Martineau dedica assai più attenzione e spazio a due problemi: il fatto che negli Stati Uniti non fosse riconosciuta la cittadinanza politica delle donne, e lo schiavismo. Su questi temi il lettore troverà in questo libro pagine appassionate, ricche di notizie e di dati (soprattutto sulla condizione degli schiavi).
