Abita la terra e vivi con fede
Recensione del libro di Massimo Camisasca edito da Piemme (224 pp., 15,90 euro)

Costruire una città per l’uomo è possibile, a patto di aprirsi alla trascendenza. Siamo immersi in un’epoca complicata, viviamo un presente dilatato che ci preoccupa e affanna. Sono tempi di disorientamento, ma non siamo impegnati in una corsa verso la distruzione. E il disorientamento, spesso, può sfociare in un nuovo slancio umanistico. E’ questo il nocciolo delle riflessioni di mons. Massimo Camisasca, che toccano le sfide più impegnative con le quali oggi l’uomo e la comunità in cui vive, è chiamato a rapportarsi: la famiglia, la donna, i problemi legati all’educazione, la fragilità e la malattia, la povertà, il lavoro, i migranti, la politica, l’ecologia. E il bisogno di Dio, che è il primo capitolo e che serve da bussola per orientarsi nelle pagine successive.
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Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.

