un foglio internazionale
Le spie nel ventre molle tedesco
L'arresto dell'ex capo dell'intelligence tedesca August Hanning, accusato di spionaggio, riapre una lunga storia di infiltrazioni e tradimenti. Da Markus Wolf alle talpe della Stasi, fino ai rapporti con Russia, Cina e Azerbaigian. L'articolo di Anne McElvoy sul Telegraph
19 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 08:06

"Il veleno del tradimento non è affatto così raro come ci piace pensare, non è una parte piacevole della nostra esistenza, ma è del tutto prevedibile’. Avevo buone ragioni, in questi ultimi giorni, per ricordare questa osservazione cinica sulla natura umana e sullo spionaggio, mentre uno scandalo straordinario scuoteva la Germania e i suoi alleati. Il mio spia-filosofo era Markus Wolf, che aveva trascorso quattro decenni al vertice dei temuti servizi di intelligence esteri della Germania Est, guadagnandosi il soprannome di ‘uomo senza volto’, titolo che avrebbe avuto anche il nostro libro”. Così sul Telegraph Anne McElvoy, direttrice di Politico.
“Era l’inizio degli anni Novanta e lavoravamo lunghe giornate e serate nella sua dacia, vicino a una colonia governativa d’élite fuori Berlino Est. Il mio incarico, come giornalista che aveva seguito la Germania Est, arrivava dall’editore americano Random House: mettere in carreggiata le sue memorie e fargli domande dure. Davanti al suo rituale caffè pomeridiano e alla sigaretta, Wolf proseguiva sul tema del tradimento. C’era, diceva, ‘una classe di tradimento che si sente in modo particolarmente intenso e che non si dimentica ed è quella del traditore all’interno del proprio servizio segreto. Qualcuno che conosci bene, che passa informazioni a un altro. Questo tipo di tradimento è veleno per ogni servizio di intelligence e i vaccini che abbiamo contro di esso hanno spesso effetti limitati’. Le sue parole hanno riecheggiato questa settimana dopo la rivelazione bomba che August Hanning, capo dell’intelligence tedesca dal 1998 al 2005, è stato arrestato con una serie di accuse di spionaggio e tradimento. Mi sono trovato a immaginare cosa avrebbe pensato Wolf, morto a 83 anni nel 2006, di tutto questo, in un momento di straordinaria vulnerabilità nella Nato e di minacce all’interno della Germania e del Regno Unito da parte di operazioni ostili russe, cinesi e iraniane. Più grande era la rivelazione, più impassibile tendeva a essere il veterano capospia. L’arresto di Hanning è arrivato come una mazza sul Bnd, la controparte tedesca dell’MI6. E’ accusato di aver pagato Manfred Dankesreiter, il suo ex capo di gabinetto, per fornirgli duemila documenti classificati a partire dal 2010. Hanning, oggi 80enne, avrebbe voluto usare le informazioni per l’Azerbaigian. Parte del materiale riguarderebbe il programma nucleare iraniano. Hanning avrebbe anche avuto contatti ripetuti con Wang Jianzheng, che era stato di stanza a Berlino come addetto militare. Ha negato il tradimento e le indagini proseguono. Ma nessuno nega seriamente che si tratti di un momento enormemente dannoso per il Bnd (…)
Wolf amava vantarsi che molti dei fallimenti di controspionaggio di cui aveva approfittato in Germania Ovest derivavano dal fatto che i servizi di sicurezza erano gestiti ‘come un ufficio postale’, ossessionati da processi pignoli a scapito della loro missione. Non sarebbe servito il genio del controspionaggio di George Smiley per capire che questo era altamente rischioso. La tendenza di Hanning a mantenere legami con favoriti del Cremlino, ex ufficiali dell’intelligence sovietica e figure militari cinesi era nota nei circoli di sicurezza berlinesi ristretti. L’ex capo del BND era stato un uomo della macchina statale tedesca d’élite — un Spitzenbeamte — con un curriculum che risaliva alla rappresentanza della Germania Ovest a Berlino Est negli ultimi giorni del comunismo. Gli viene attribuito di aver fornito intelligence che contrastava la versione americana sul mantenimento da parte dell’Iraq di armi di distruzione di massa attive. Lo spionaggio tedesco, nonostante i suoi difetti, ha un solido curriculum in medio oriente. Hanning era scettico sull’Iraq e rifiutò di cedere sull’analisi del suo servizio anche mentre gli Stati Uniti cercavano di fare pressione sugli alleati per sostenere l’azione militare contro Saddam Hussein. Ero accanto a una delle figure più senior dell’intelligence britannica quando un’altra storia di una talpa all’interno del BND causò sudorazioni nel 2023. Questa volta era la notizia che un alto funzionario, identificato solo come Carsten L, aveva condiviso intelligence segreta con la Russia sulla guerra in Ucraina e sul monitoraggio del gruppo mercenario Wagner in cambio di denaro. Di nuovo, c’era il riconoscimento del particolare problema della Germania con i traditori di fronte a una Russia risorgente e aggressiva. I cancellieri successivi hanno assecondato una postura di ‘Wandel durch Handel’, o 'cambiamento attraverso il commercio’, che relegava le preoccupazioni di sicurezza davanti al petrolio e gas più economici dalla Russia e all’opportunità per i produttori tedeschi di esportare in Cina. Man mano che la minaccia aumentava, questa postura veniva difesa con una ingenuità che frustrava gli alleati. John Foreman, ex addetto militare britannico a Mosca, nota che l’intelligence tedesca ‘ha avuto un problema specifico di fiducia tra gli alleati, in parte a causa delle loro strutture e restrizioni’. Quella burocrazia ‘ha radici nella storia del paese e nel desiderio di avere un controllo stretto su ciò che le agenzie possono fare”, aggiunge, “ma è anche culturale e un punto cieco perché c’è stata una storia di troppo ottimismo istituzionale sulla Russia’. Foreman cita il fatto che la Germania è stata colta di sorpresa nel 2022 perché i suoi servizi segreti non credevano agli avvertimenti di Stati Uniti e Regno Unito che un’invasione su larga scala dell’Ucraina fosse imminente. Questo lasciò Bruno Kahl, allora capo del Bnd, bloccato a Kyiv in una visita di accertamento proprio mentre Mosca lanciava i suoi assalti in tutto il paese. Kahl dovette essere soccorso da un’operazione speciale d’emergenza. Nel caso di Hanning, Foreman crede che i suoi legami con l’Azerbaigian richiederanno un’indagine approfondita. Il paese ha una relazione intermittente con la Russia di Vladimir Putin dai tempi dell’Unione Sovietica. E' anche ‘uno stato potente e ricco di petrolio che è molto acuto e consapevole della sua posizione strategica nella regione e desideroso di acquisire più conoscenza sulle intenzioni occidentali’. Le spie tedesche inconsapevoli di ciò che accadeva sotto il loro naso erano uno dei soggetti preferiti di Wolf nei primi anni Novanta. Le sue storie tormentano ancora il Bnd, che durante la Guerra fredda era l’agenzia di intelligence della Germania Ovest. Il mio lavoro con Wolf si trasformò in un progetto di tre anni. C’erano giornate e lunghe serate di conversazioni intense e di rovistare tra migliaia di fascicoli. A volte era cordiale, spesso era teso mentre ci confrontavamo su verifiche dei fatti ed evasioni, mentre sua moglie Andrea cercava di addolcire l’atmosfera con cene abbondanti e serate davanti alla tv. Un tema che emerse sembra sorprendentemente rilevante oggi: quanto vulnerabili siano stati i servizi segreti della Germania, esteri e interni, alla penetrazione da parte di stati ostili, sia prima che dopo la fine della Guerra fredda. Fu sotto la direzione di Wolf, ad esempio, che Günter Guillaume, che aveva assunto e addestrato come agente dormiente della Germania Est, riuscì a costruire una carriera nel Partito socialdemocratico e a entrare nel cerchio ristretto di Willy Brandt, allora cancelliere della Germania Ovest, come aiutante. Diventò lo scandalo spionistico più importante del paese quando Brandt si dimise nel 1974. Era stato lento a prestare attenzione agli avvertimenti su Guillaume, che aveva un accesso così intimo al suo ufficio da essere soprannominato ‘l’appendiabiti’, perché era sempre nell’angolo. In pensione, Wolf ammise che l’operazione era in parte fallita, perché l’Est stava beneficiando delle politiche di apertura di Brandt. Un’altra che lasciò il segno su una lunga lista di doppiogiochisti del Bnd fu Gabriele Gast, un’altra ‘nemesi’ del servizio, nelle parole di Wolf. Per due decenni fino al 1990, fornì a Berlino Est rapporti sulla sicurezza dell’Europa orientale e valutazioni del rischio, che venivano passati al Kgb. Wolf la descrisse come la donna di più alto grado nel Bnd. I suoi rapporti perspicaci arrivavano direttamente sulla scrivania di Kohl, allora cancelliere della Germania Ovest. ‘Ciò che né lui né i suoi superiori sapevano era che arrivavano anche sulla mia’, ricordò Wolf. La Stasi era stata particolarmente fortunata con Gast. Il suo relatore di dottorato era un eminente professore di studi sull’Europa orientale con legami al Bnd. Quando completò la tesi nel 1973, le fu offerto un ambito lavoro come analista nell’istituto di Pullach del servizio, vicino a Monaco. Mentre Gast saliva di ruolo, divenne enormemente preziosa, fornendo intelligence sui dispiegamenti Nato, sulla raccolta di intelligence del Bnd stesso e sul regime di Gheddafi in Libia. Esposta dopo il crollo della Ddr, Gast fu arrestata nel 1990 e condannata nel 1991, ricevendo una pena di sei anni e nove mesi nei confini della prigione ottocentesca di Stadelheim a Monaco. Gast era stata attirata nello spionaggio dal romanticismo, ma il denaro è più spesso una motivazione, e molte persone attirate in attività dubbie hanno problemi di soldi, come Hanning, o si sono convinte di averne. Nei primi anni Ottanta, la Stasi di Wolf reclutò Klaus Kuron del servizio di intelligence della Germania Ovest, che passò informazioni sul controspionaggio e sulle identità degli agenti. Kuron fu condannato a 12 anni. Ma come nel caso presunto di Hanning, fu una curiosa coincidenza piuttosto che un efficace controspionaggio a consegnarlo alle autorità. Ora la Guerra fredda è tornata e come ha detto Blaise Metreweli, la capo dell’MI6, entrando in carica l’anno scorso: ‘Il fronte è ora ovunque’. Un posto dove la storia sarà accolta con gioia non diluita è nel sancta sanctorum del Cremlino. Lì, un ufficiale del Kgb che era di stanza in Germania e che è salito al potere sulle spalle della repressione interna e delle ali della guerra pone la più grande minaccia alla pace europea nella nostra vita. Vladimir Putin sta osservando”.
(Traduzione di Giulio Meotti)
August Hanning, capo dell’intelligence tedesca dal 1998 al 2005, è stato arrestato con una serie di accuse di spionaggio e tradimento (azeri e cinesi i suoi presunti clienti)
La Guerra fredda è tornata e come ha detto Blaise Metreweli, capo dell’MI6: “Il fronte è ora ovunque”. Un posto dove la storia sarà accolta con gioia è nel sancta sanctorum del Cremlino