Immagina che non ci siano più ebrei nel mondo

Diciamo spesso che l’antisemitismo è un mutaforma. La cosa notevole dell’antisemitismo non è che evolve. E’ che viaggia

3 AGO 26
Immagine di Immagina che non ci siano più ebrei nel mondo
"Era sabato sera a Grenoble, in Francia, durante un festival che la città organizza da 25 anni” scrive sul Tablet Simone Rodan-Benzaquen. “Ma la folla non era venuta per ballare. 150 persone erano arrivate per fermarla. Fischi, urla, bottiglie lanciate sul palco. La dj Barbara Butch – ebrea, lesbica, figura storica della vita queer parigina – si è arresa e se n’è andata. L’ultima canzone che ha suonato prima di essere costretta a scendere dal palco era ‘Imagine’. L’inno di John Lennon a un mondo senza religione né confini ha continuato a suonare per persone che avevano appena dimostrato l’istinto opposto: ogni utopia finisce per decidere chi non vi appartiene. La folla che è venuta a prenderla a Grenoble si definiva antifascista. I suoi organizzatori l’hanno accusata di complicità nel ‘genocidio’ perché aveva firmato una petizione a sostegno di un disegno di legge francese contro l’antisemitismo.
Il boicottaggio è stato indetto dalla sezione locale di La France Insoumise, il partito della sinistra radicale e del candidato presidenziale Jean-Luc Mélenchon. Allan Brunon, presidente di LFI nel consiglio comunale di Grenoble, aveva chiamato a un ‘blocco militante’ del concerto. I militanti di LFI hanno distribuito un volantino che mostrava Butch schizzata di sangue, mentre mixava dischi davanti a una bandiera del Pride con sopra la stella di David, con la didascalia Complice du génocide (‘Complice del genocidio’). Deputati hanno guidato la folla di persone con la kefiah che sventolavano bandiere palestinesi. La mattina dopo, il coordinatore del partito, Manuel Bompard, è andato in radio a spiegare che interrompere il concerto era un atto legittimo di critica politica. Diciamo spesso che l’antisemitismo è un mutaforma, come se cambiasse soltanto vocabolario nel tempo. La cosa notevole dell’antisemitismo non è che evolve. E’ che viaggia. Migra senza sforzo tra ideologie che altrimenti si definiscono proprio per l’odio reciproco. Può parlare il linguaggio del sangue e del suolo o quello della decolonizzazione. Può invocare Cristo o i diritti umani. Forse perché l’antisemitismo è meno un’ideologia che un riflesso politico. Barbara Butch non è stata attaccata perché era conservatrice o progressista – in realtà è stata attaccata nonostante fosse progressista. E’ stata attaccata perché era ebrea e si è rifiutata di scusarsene. Sebbene non sia un’eccezione, il suo caso è un avvertimento.
L’invito di Lennon a ‘immaginare che non ci siano più paesi’ non è mai stato un invito a cancellare le differenze. Era un invito a immaginare un mondo che non avesse più bisogno di nemici. I manifestanti arrabbiati di Grenoble hanno immaginato tutt’altro. Il loro è un mondo in cui tutti appartengono – a condizione che le persone giuste restino fuori. Quella sera Barbara Butch si trovava lì per caso. La prossima volta sarà qualcun altro. Ciò che è successo a Grenoble è stato più di un atto di antisemitismo. E’ stata la prova generale di una politica in cui la certezza morale autorizza l’intimidazione e la conformità ideologica sostituisce il pluralismo democratico. Ogni generazione crede che avrebbe riconosciuto la folla. La vera prova è se la riconosce quando si proclama antifascista”.
(Traduzione di Giulio Meotti)