L’occidente sta facendo “seppuku” con l’empatia

Nel suo nuovo libro Gad Saad sostiene che l'occidente abbia trasformato l'empatia da virtù a vulnerabilità. Dalla reazione al 7 ottobre ai dibattiti su identità e inclusione, lo studioso vede nell'“empatia suicida” una delle cause della crescente incapacità di distinguere tra compassione, verità e buon senso

1 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 07:22
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Gad Saad, ANSA

Dalle reazioni agli attacchi di Hamas del 7 ottobre all’ideologia di genere e alla Diversity, Equity and Inclusion (DEI), l’autore e studioso Gad Saad avverte che la civiltà occidentale è sull’orlo del collasso. Nel suo nuovo libro, “Suicidal Empathy: Dying to Be Kind”, Saad sostiene che l’occidente ha portato la compassione a un livello pericoloso, dando priorità al virtuosismo ideologico rispetto alla verità e al buon senso.
“Non sto affatto sostenendo che l’empatia sia una cosa negativa, ma come ci ha spiegato Aristotele diversi millenni fa, tutte le cose buone vanno prese con moderazione”, ha dichiarato Saad al New York Post. “Se non sei per niente empatico, è probabile che tu sia uno psicopatico; se sei troppo empatico, se questa empatia si attiva in modo iperattivo, se si rivolge alle persone sbagliate nelle circostanze sbagliate, allora diventa empatia suicida. Molte delle decisioni politiche che hanno causato devastazione in occidente derivano da questa scarsa capacità di empatia. Il risultato è una società che sta galoppando verso l’abisso della follia più totale”.
Saad indica la reazione dell’occidente dopo il massacro del 7 ottobre di Hamas in Israele come esempio del fenomeno. “Avreste pensato che l’uccisione orgiastica e depravata di 1.200 persone, per lo più ebree… il peggior massacro di ebrei in un solo giorno dalla Shoah, avrebbe offerto al mondo l’opportunità di mostrare empatia verso gli ebrei. E invece, purtroppo, come abbiamo scoperto molto rapidamente, il 7 ottobre è stato dimenticato”.
Sostiene che un’empatia malriposta si trasforma alla fine in quello che lui chiama “sep puku civilizzazionale”, riferendosi al suicidio rituale storicamente associato ai samurai giapponesi. Saad, che è ebreo, è nato in Libano ma è fuggito dal paese con la famiglia nel 1975 durante la guerra civile e si è poi stabilito in Canada. Secondo Saad, molte di queste idee sono nate nei campus universitari e si sono poi diffuse in politica, nei media e nella cultura. Il risultato, dice, è una cultura sempre più a disagio con definizioni oggettive di concetti un tempo considerati basilari, come il genere.
“Una volta che sei completamente parassitato, finisci con la più recente aggiunta alla Corte Suprema degli Stati Uniti che non ha la sicurezza di dire: ‘Certo che so cos’è una donna’”, ha affermato, riferendosi al famoso momento dell’udienza di conferma della giudice Ketanji Brown Jackson nel 2022.
“Seguendo questa logica, la prossima volta che dovrò scegliere che tipo di pastore belga portare a casa mia, dovrei chiedere l’aiuto di un veterinario. Perché potrei semplicemente scegliere una giraffa come pastore belga, dato che non ho l’expertise per distinguere tra una giraffa quadrupede e un cane quadrupede”.
(Traduzione di Giulio Meotti)