il foglio internazionale
L’Ucraina è il portale del futuro della guerra
Se Kyiv sopravvivrà alla guerra, emergerà come una grande potenza militare e come un fattore nell’equilibrio di potere eurasiatico
25 MAG 26
Ultimo aggiornamento: 09:00

La guerra può essere inferno, ma è anche affascinante” scrive Walter Russell Mead sul Wall Street Journal. “La settimana scorsa, durante la mia terza visita in Ucraina dall’inizio dell’aggressione e della guerra di conquista lanciata da Vladimir Putin nel febbraio 2022, ho incontrato persone straordinarie. Ho conosciuto medici che non curano più ferite da proiettile perché i droni stanno soppiantando i fucili sul campo di battaglia. C’era il volontario georgiano allegro che combatte i russi da quando, a 14 anni, è scappato di casa per raggiungere il padre in guerra. C’erano gli anziani volontari che intrecciano reti mimetiche in un centro comunitario di Odessa. C’erano operatori di droni ventenni che trasformano abilità affinate con i videogiochi nell’arte di uccidere soldati nemici e far saltare in aria carri armati russi. C’erano madri e nonne a Leopoli che innaffiavano i fiori sulle tombe fresche di un cimitero militare in rapida espansione. C’erano chef famosi che reinventano la cucina ucraina per creare alta gastronomia basata su piatti tradizionali, usando solo ingredienti coltivati in Ucraina. C’erano ospiti del cinque stelle InterContinental che cercavano di dormire su pouf in una sezione del parcheggio dell’hotel trasformata in rifugio antiaereo, mentre missili e droni russi riempivano i cieli di Kyiv. Funzionari dell’intelligence e militari ci hanno illustrato gli aspetti economici, energetici, militari e di risorse umane di questa guerra di logoramento. E c’era il carismatico presidente, che dopo più di quattro anni di guerra riesce ancora a trasmettere quella vitalità e quel coraggio che hanno incantato il mondo e, molto probabilmente, salvato la sua nazione quando ha chiamato gli ucraini a resistere all’invasione di Putin. Una settimana non basta per capire una guerra, ma mentre il vostro columnist di Global View assimila una valanga di impressioni e informazioni, tre cose appaiono chiare. Primo, la natura della guerra è cambiata e sta cambiando molto più velocemente e radicalmente di quanto la maggior parte degli osservatori – e della maggior parte degli eserciti del mondo – comprenda. Fucili, mortai e carri armati stanno andando nella stessa direzione dei duelli con la spada e delle cariche di cavalleria. Secondo, il cambiamento dell’equilibrio tecnologico nella guerra ha finora favorito l’Ucraina. I fondamenti della guerra con droni premiano la difesa rispetto all’attacco, il che significa che le forze armate ucraine, più ridotte, possono tenere a bada numeri maggiori di attaccanti russi e far pagare un prezzo altissimo per ogni ettaro di terreno conquistato. Infine, il fuoco rovente della guerra ha permesso o forse costretto l’Ucraina a forgiare qualcosa che prima le mancava: uno stato potente e competente. Gli oligarchi, molti dei quali avevano fortune basate sull’industrializzato Donbass ora in gran parte sotto occupazione russa, sono più deboli che mai. Se l’Ucraina sopravvivrà alla guerra, emergerà probabilmente come una grande potenza nella tecnologia militare e come un fattore significativo nell’equilibrio di potere eurasiatico. La vittoria ucraina non è affatto assicurata. Kyiv rimane dipendente dagli aiuti economici europei e dall’accesso alle difese aeree americane, ma l’Ucraina sembra acquisire coerenza, capacità ed energia proprio mentre combatte per la sua sopravvivenza”.
(Traduzione di Giulio Meotti)