un foglio internazionale
Guerra Ucraina: L'Occidente deve tornare con i piedi per terra
Lo stratega americano Walter Russell Mead dipinge un mondo “huntingtoniano” e una bolla di pie menzogne ideologiche, scrive il Figaro
di
13 NOV 23

LaPresse
Il Figaro ha intervistato lo stratega americano Walter Russell Mead, direttore di ricerca presso lo Hudson Institute e professore al Bard College.
Le Figaro – Il 7 ottobre resterà nella storia come un “11 settembre” israeliano. Ma come legge questo evento nella storia globale del medio oriente e delle relazioni internazionali?
Walter Russell Mead – E’ difficile oggi dire fino a che punto il 7 ottobre peserà a lungo termine sul corso degli eventi in medio oriente. Con questo voglio dire che nel momento in cui questo orribile attacco si è prodotto, gli Stati Uniti, Israele e l’Arabia Saudita erano vicini a un accordo di sicurezza strategico che avrebbe permesso dei passi in avanti per i palestinesi. I paesi del Golfo sembravano prepararsi a svolgere un ruolo molto più attivo in favore di questi ultimi. Gli iraniani vi hanno visto la costruzione di un’architettura di sicurezza che avrebbe ridotto il potere dell’Iran e marginalizzato il suo “cliente”, Hamas. Ciò avrebbe allontanato il medio oriente dallo scontro di cui l’Iran ha tanto bisogno. Va ricordato che l’Iran, in quanto potere persiano e sciita, ha due grandi svantaggi. E’ percepito dai paesi arabi sunniti come un intruso pericoloso e un potere imperiale. Questa percezione è aggravata dagli orrori perpetrati dal regime siriano (alleato di Teheran, ndr) di Bashar al-Assad e dal caos totale di governo che Hezbollah ha provocato nella politica libanese, per non parlare del suo sostegno ai ribelli Huthi nello Yemen, che hanno attaccato l’Arabia saudita e gli Emirati arabi uniti. L’Iran si sforza di risolvere l’equazione presentandosi come LA potenza di resistenza dinanzi a Israele, affinché l’odio verso gli ebrei permetta di far dimenticare agli arabi i loro sospetti verso i persiani. Aveva bisogno di distruggere la confluenza di attori che si metteva in movimento sotto l’effetto degli accordi di Abramo. Come aveva sperato, l’attacco del 7 ottobre ha riportato la questione palestinese al centro dei giochi, suscitando un’ondata di sostegno pubblico nei confronti di Hamas e contro gli accordi di Abramo. Gli iraniani hanno raggiunto il loro obiettivo con dei mezzi orribili, ma è tipico. Quando si osserva il loro bilancio, tutto ciò che cercano di realizzare, si realizza attraverso gli assassini, il sangue versato e la capacità di nuocere, che sia in Iraq, nello Yemen o in Siria. La vera questione, ora, è quella di sapere se l’attuale episodio farà soltanto ritardare lo spostamento degli arabi verso Israele o se distruggerà il consolidamento di un nuovo ordine che era in corso. Da quello che so, i sauditi e gli israeliani, così come l’Amministrazione Biden, sembrano voler continuare il processo iniziato (…).
Lei dice che bisogna preparare l’opinione pubblica. Ma non c’è secondo lei un’epidemia di accecamento e di antisemitismo nei nostri paesi?
Ho molti amici ebrei e lo choc, per loro, è profondo! Perché si chiedono se sono in sicurezza! Molti in America acquistano delle armi… ma se ci si ricorda della forza dei fascisti e dei comunisti negli anni Trenta, le nostre sfide attuali sembrano meno grandi. Gli Stati Uniti dovrebbero annunciare un aumento imponente del budget della difesa. Bisogna spiegare agli americani e agli europei che, se non c’è un ordine mondiale stabile, non si parlerà più di diritti dell’uomo né di clima. Le persone saranno nei bunker, a sopravvivere. I combattenti si prenderanno gioco delle emissioni di gas a effetto serra delle loro armi! Bisogna tornare alla realtà.
Ho molti amici ebrei e lo choc, per loro, è profondo! Perché si chiedono se sono in sicurezza! Molti in America acquistano delle armi… ma se ci si ricorda della forza dei fascisti e dei comunisti negli anni Trenta, le nostre sfide attuali sembrano meno grandi. Gli Stati Uniti dovrebbero annunciare un aumento imponente del budget della difesa. Bisogna spiegare agli americani e agli europei che, se non c’è un ordine mondiale stabile, non si parlerà più di diritti dell’uomo né di clima. Le persone saranno nei bunker, a sopravvivere. I combattenti si prenderanno gioco delle emissioni di gas a effetto serra delle loro armi! Bisogna tornare alla realtà.
Non è forse il problema dell’America dove domina una visione decolonialista disconnessa dalla realtà che occulta i veri pericoli?Alcuni vivono nell’irrealtà, ma non è la maggioranza. La maggior parte dei giovani americani non vanno nelle università d’élite dell’Ivy League dove ci si può riempire la bocca con posture pseudo-morali e rivendicare le idee più strane ed estreme, venendo allo stesso tempo assunti a 200 mila dollari di stipendio fin dal primo lavoro. Ciò che deve fare il presidente è sedersi con i Repubblicani più seri del Congresso in materia di difesa nazionale, che non sono suoi amici politici, e dire loro: “Ragazzi, abbiamo un problema esterno”.
Si può sviluppare una strategia comune?
E’ quello che ha fatto Harry Truman nel 1947-1948 dinanzi a Stalin con i repubblicani che controllavano il Congresso. La situazione internazionale è molto grave. Hamas odia l’America, sia i democratici che i repubblicani. E’ giunta l’ora di pensare in maniera diversa. Dalla fine della Guerra fredda, fatta eccezione nel post 11 settembre, abbiamo vissuto in una sorta di fine della Storia e di carnevale permanente. Vivevamo nell’illusione. Ma il mondo non permette di vivere così per molto tempo. Oggi torniamo con i piedi per terra e vediamo con quale rapidità.
E’ quello che ha fatto Harry Truman nel 1947-1948 dinanzi a Stalin con i repubblicani che controllavano il Congresso. La situazione internazionale è molto grave. Hamas odia l’America, sia i democratici che i repubblicani. E’ giunta l’ora di pensare in maniera diversa. Dalla fine della Guerra fredda, fatta eccezione nel post 11 settembre, abbiamo vissuto in una sorta di fine della Storia e di carnevale permanente. Vivevamo nell’illusione. Ma il mondo non permette di vivere così per molto tempo. Oggi torniamo con i piedi per terra e vediamo con quale rapidità.