TERRAZZO
Prendere esempio da Trump, almeno sui siti internet pubblici
Il nuovo portale dell’amministrazione americana e la sua squadra di grafici che crea siti governativi con un'estetica da e-commerce di scarpe
24 OTT 26

Foto Lapresse
Donald Trump è il presidente che non parla, biascica. Si avvita sugli stessi concetti e infine si avventura in sbrodolate parentesi destinate a non chiudersi. Dal punto di vista squisitamente grafico, invece, la Casa Bianca ha qualcosa da insegnare a tutti, italiani in primis. I contenuti grotteschi di Trump sono infatti racchiusi da siti istituzionali che sono tutto tranne che confusionari. A progettarli è il National Design Studio (Nds), costola digitale del Doge di Elon Musk, nato il 21 agosto 2025 con un ordine esecutivo del presidente. Il mandato (triennale) era chiaro: “Trasformare la vasta distesa di siti web governativi obsoleti in un servizio di eccellenza”, si legge nel sito dello studio. Che si compone di un gruppetto di designer e ingegneri provenienti da multinazionali come Apple, Nike, Google, Meta o dal colosso delle prenotazioni online Airbnb, il cui cofondatore Joe Gebbia è stato scelto da Trump come capo designer di stato per guidare tutta la baracca verso la chiarezza digitale.
Dimenticate i pulsantoni blu del portale dell’Agenzia delle entrate. Qui parliamo di titoli grandi e assertivi, spaziatura generosa, componenti animate e interattive: con questa estetica (più da e-commerce di scarpe che da sito pubblico) in poco più di un anno il Nds ha dato una veste chic e fluida a ogni delirio trumpiano. C’è realfood.gov, costruito sulle nuove linee guida nutrizionali promosse dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. e il motto “Real Food Wins”, con tanto di piramide alimentare rovesciata e spot di Mike Tyson in loop. Ma Trump usa i suoi siti anche per fare reclutamento: “Unisciti all’agenzia dei tuoi sogni”, si legge a caratteri cubitali sul sito della D.C. Safe and Beautiful Task Force, multiforza federale istituita nel marzo 2025. Un altro portale, quello della task force contro le organizzazioni criminali transnazionali, apre con lo slogan “Noi non negoziamo. Noi smantelliamo”.E poi mostra i risultati con grandi contatori e una timeline in perenne movimento con arresti e condanne eseguite a seguito delle loro operazioni. Fra le iniziative di cui Trump va più fiero però c’è trumpaccounts.gov, sito completamente dorato e pieno di monetine, dedicato ai conti di investimento con vantaggi fiscali destinati ai bambini americani.
Un altro volto del Nds, Edward “Big Balls” Coristine (classe 2005) nelle ultime settimane è molto attivo per presentare l’ultimo, forse il definitivo, sito web della Casa Bianca. Essenziale nel nome, America.gov è un chatbot che interroga quasi 30 mila siti governativi per fornire un unico punto di accesso amministrativo agli americani. Per funzionare, l’enorme sportello digitale si appoggia a modelli AI (pardon, SI, come Trump ha ordinato di chiamare la “superintelligenza”) come Grok e Gemini. Con uno sportello digitale simile, forse, sarebbe un po’ più facile fare lo Spid, pagare le tasse o accedere al cassetto fiscale senza inciampare in quel frustrante groviglio di moduli lunghissimi, pop-up molesti, continue richieste di consenso e pagine in manutenzione tipici dei portali pubblici nostrani, presi splendidamente in giro dal sito parodia “Portale Unico delle Complicazioni Semplici”.
Finora, però, anche America.gov ha qualcosa di italiano. Gli utenti infatti hanno riscontrato problemi a svolgere le pratiche burocratiche promesse (cambio passaporto, registrazione per votare ecc.), e il bot spesso smentisce le battaglie trumpiane identitarie. Se gli si chiede chi ha vinto le elezioni del 2020 il bot risponde senza esitazione: “Joe Biden”. Vallo a spiegare al boss.
