TERRAZZO
Siete e rimarrete solo dei poveri ciclisti
Cordoli pericolosissimi, parcheggi che non ci sono più a Milano, a Roma, a Verona e in Sardegna la destra odia le ciclabili. E la lotta alle biciclette è diventato uno dei temi identitari della destra internazionale. Poteva mancare Trump? Ovviamente no: il presidente Usa si è detto disgustato dagli “idioti in bicicletta”
12 SET 26

Maledette ciclabili. Se a Milano fai due chiacchiere generiche con persone che non sono del tuo giro, ben presto saltano fuori dal nulla invettive contro le ciclabili, in particolare contro quella di corso Buenos Aires. Allora tenti di spiegare che nelle capitali europee paragonabili a Milano, tipo Vienna, le auto quasi non si vedono, puoi parcheggiarle solo sottoterra o in silos multipiano, le strade hanno preferenziali per tram e taxi, e soprattutto ciclabili frequentatissime. Se a Vienna è possibile e accettato e la qualità della vita è così alta, perché a Milano no? Ma niente, pensano a sé stessi ma ti obiettano che le mamme e i nonni e i lavoratori sono imprigionati dall’arroganza dei ciclisti che bloccano il traffico e cancellano i parcheggi, e insomma è tutto un rancore. Cerchi allora di spiegare che se i 117 mila passaggi in bici del mese di maggio 2025 (ultimo rilievo di corso Buenos Aires disponibile, ma da allora si sono moltiplicati) fossero sostituiti da un pari numero di auto, se lo scorderebbero di trovare parcheggio abusivo e sfrecciare tra i semafori. Niente, ce l’hanno a morte con il sindaco Sala che verrà ricordato nella storia della città come l’Attila che distrusse il quieto vivere degli automobilisti.
Dato che nel tuo algoritmo dei social ricorre la pagina di Maledette biciclette milanesi, che ogni giorno dà ironicamente conto della fobia per le due ruote, ecco che dal marasma dei profili ti salta fuori la pagina dell’ex sindaco di Verona, Flavio Tosi. E’ in mezzo a una strada della sua città, mentre declama promesse per le comunali del ’27: “Rimuoveremo le assurde piste ciclabili volute dal sindaco Tommasi”. La vibrata denuncia riguarda i “cordoli pericolosissimi” che hanno creato “caos ovunque. Hanno tolto centinaia di parcheggi gratuiti”. In effetti, se in Italia lasci il passeggino o la carrozzina nell’androne insorge il condominio, “che se li tengano in casa loro”, ma il diritto al parcheggio gratuito della macchina dovrebbe sancirlo la Costituzione. E a Cagliari? Cittadini infuriati per le ciclabili. Decine di reel di denuncia su YouTube. E a Roma? “Scempio dell’Appia Antica”, denuncia il Messaggero scagliandosi contro il nuovo cordolo protettivo di ciclisti e pedoni. Il sindaco Gualtieri, a causa del GRAB (Grande raccordo anulare delle bici), sta diventando odiato quanto Sala. “The Regina Viarum, The Appia Antica, has been assassinated by Rome’s Municipality! Unbelievable…”, denuncia su Instagram l’aristocratica proprietaria di una villa. A questo punto poteva mancare Trump? Giammai. E’ ormai chiaro che i temi identitari della destra mondiale, Dio Patria Famiglia Remigrazione Negazionismo climatico, includono il disprezzo per le due ruote. Trump si è detto disgustato dagli “idioti in bicicletta”. Ha annunciato l’eliminazione della ciclabile sulla 15th Street Northwest, non lontana dalla Casa Bianca. E ha revocato i finanziamenti alle nuove ciclabili progettate. L’anno scorso ha sfottuto Pete Buttigieg, segretario ai trasporti di Biden, suggerendo che il suo amore per le biciclette fosse una dimostrazione di gayezza. Del resto, quando quattro anni fa Biden era caduto da una bicicletta, Trump giurò al popolo americano che mai e poi mai sarebbe salito su una bici. Come non capirlo. Con quei suoi 108 chili è chiaramente più adatto alle limousine e alle golf cart.