TERRAZZO
Macché morto, Dio sta benone
Dal padiglione vaticano della Biennale, ai libri, al Maga. Con un “rinascimento silente della fede” tra i giovanissimi
23 MAG 26

A.Kluge, opera ispirata a S.Ildegarda, padiglione S.Sede
Anche quest’anno alla Biennale il padiglione Vaticano è stato in Laguna il talk of the town, sarà che dentro c’erano il sommo curatore Hans Ulrich Obrist, e pure Brian Eno, e all’inaugurazione è arrivata a sorpresa Patti Smith. Ma chi l’avrebbe mai detto, un ventennio fa, che il Vaticano sarebbe stato così cool. Allora sembrava esserci un’avanzata del nuovo ateismo guerrigliero, capitanato da quegli accademici con gli occhialetti come Richard Dawkins che, in uno stile à la Charlie Kirk, andavano negli auditorium a dibattere i preti e gli imam cercando la dimostrazione fisica della non-esistenza di Dio. Dawkins, insieme all’adorato Cristopher Hitchens, a Daniel Dennett e Sam Harris, erano stati battezzati “i quattro cavalieri dell’ateismo”, in riferimento all’apocalisse. Scrivevano bestseller come L’illusione di Dio, o Dio non è grande, o La fine della fede. Ma è successo come con il povero Francis Fukuyama, che aveva predetto la fine della storia, e basta aprire i giornali per vedere come è andata. Stiamo rivivendo un ritorno alla spiritualità, alla religione organizzata come soluzione ai mali del mondo, alla mistica come medicina? I segnali ci sono. C’è Santa Ildegarda di Bingen madrina della Biennale, e il presidente Buttafuoco che porta Venezia a celebrare il teologo domenicano Meister Eckhart e il filosofo-presbitero-dissidente Pavel Florenskij.
C’è l’archistar Stefano Boeri che disegna il nuovo monastero ambrosiano “luogo di dialogo tra spiritualità, ricerca scientifica, innovazione tecnologica”, un monastero dentro a Mind, “il più grande polo italiano dedicato alle scienze della vita”, all’Ai e alla genomica. L’arcivescovo Delpini, quello del funerale del Cavaliere – “Bisogna essere contenti e amare le feste, godere il bello della vita ed essere felici...” – ha detto che in fondo i ricercatori di oggi sono un po’ come i cistercensi medievali. Alle cene si sente parlare di Ravasi come un tempo si sentiva parlare di Pasolini o di Eco. Tra i libri più venduti ci sono quelli su San Francesco. E poi c’è il Papa di Chicago, diventato il vero oppositore simbolo del titanismo trumpiano, e senza show populisti. L’ha scritto anche il nostro Matteo Matzuzzi nel suo libro in uscita per Mondadori, Dio non è morto, il mondo non è mai stato così pervaso dalla dimensione spirituale come in questi ultimi decenni. Ignorare il fenomeno religioso, dice, oggi significa fraintendere il nostro tempo. Ci sono anche lati deprimenti, certo, come di ogni medaglia, e cioè i preti influencer come don Fiscer che su TikTok scrive “dai raga preghiamo” e posta immagini generate dall’intelligenza artificiale dove lui fa fotobombing nelle scene bibliche.
Se gli evangelici influenzano la Casa Bianca repubblicana dai tempi reaganiani, non ci sono limiti nel mondo Maga e c’è la telepredicatrice ufficiale che urla che Trump è l’unto del signore. L’avvinazzato ministro della guerra, ex Fox News, vorrebbe poi partire per le crociate. Ma almeno su questo fronte il popolo dem a prova a ribattere. Sta nascendo un attivismo progressista legato alle parrocchie che cerca di riportare la Gen Z in chiesa, e a votare. Il New York Times ha pubblicato un sondaggio: nel 2023 gli uomini under-30 che dicevano che “la religione è molto importante per me” erano il 28 percento. Ora hanno superato il 42 percento. Un “rinascimento silente della fede” tra i giovanissimi, l’ha chiamato la Bbc. I pastori filo-dem usano slogan da 8xMille per creare dei “safe space antirazzisti pro-accoglienza”. Si intravede una sorta di Azione Cattolica bideniana, che vuole che l’idea dei “valori cristiani” non sia più legata solo ai Wasp bacchettoni, ai redneck bigotti o ai nazionalisti bannoniani. L’abbiamo visto con una delle nuove star dem in Texas, James Talarico, che si candida in senato con una piattaforma politica basata sulla propria fede. Make God Progressive Again?

