Un carrozziere per lo Scià
Fondata nel 1926, touring continua a produrre fuoriserie su misura

La stupenda Bristol 401 azzurro cielo del 1948, un restauro Touring Superleggera, vince il Premio Speciale nella classe "The former English marques (Post-War) Closed Cars"
A Rho, scavalcata la leggendaria autostrada dei Laghi, ecco una fabbrichetta all’apparenza come le altre, che però sforna auto di bestiale chic. Si chiama Touring Superleggera ed è una carrozzeria, non nel senso però che vai a farci aggiustare il cofano della tua Tipo tamponata all’Esselunga. Fondata nel 1926 da Felice Bianchi Anderloni, sopravvissuta a vari cambi di proprietà, oggi è tornata all’antico splendore ed è l’unica realtà italiana che confeziona auto “su misura”. Niente a che vedere con pelli e radiche speciali: qui, se volete una Bentley o una Maserati station wagon, o a tre porte, ve la progettano. “Un tempo era la norma”, dice al Foglio il capo designer Louis de Fabribeckers, belga, già a Bmw. “Le case produttrici uscivano con motore e quattro ruote, e poi venivano ‘vestite’ dalle carrozzerie”. Che non erano tutte uguali, c’era Zara e c’era Capucci. I ricchi andavano dalle varie Pininfarina, oppure proprio qui da Touring, che creava le forme delle prime Ferrari, Lamborghini, Maserati.
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Michele Masneri (1974) è nato a Brescia e vive prevalentemente a Roma. Scrive di cultura, design e altro sul Foglio. I suoi ultimi libri sono “Steve Jobs non abita più qui”, una raccolta di reportage dalla Silicon Valley e dalla California nell’èra Trump (Adelphi, 2020) e il saggio-biografia “Stile Alberto”, attorno alla figura di Alberto Arbasino, per Quodlibet (2021).




