Sigfrido e i tupamaros
Ranucci sta scrivendo un libro su Lavitola (che sarà una bomba) e ora va a rifare Report su Rainews
L'ex conduttore di Report annuncia il ritorno al canale all news di Viale Mazzini dove continuerà a fare le sue inchieste dentro la rubrica Spotlight. Intanto prepara una nuova fatica letteraria sullo scomodo amico. Ai lettori più affezionati si raccomanda dunque una sola, piccola cautela, quella di non dimenticare poi il libro sul sedile della macchina
21 OTT 26

Lavitola voleva lanciare Ranucci in politica, e Ranucci lancia Lavitola in libreria. Non c’è alcun dubbio: sarà una bomba. Sigfrido sta scrivendo un libro con le sue verità sul Cefalù e su Valterino, l’amico la cui grande peculiarità del carattere era la spontaneità propria dell’ariete, una spontaneità che a volte però, come sappiamo, lo ha trascinato in situazioni scabrose, impensabili, per non dire... esplosive. Ai lettori più affezionati si raccomanda dunque una sola, piccola cautela, quella di non dimenticare poi il libro sul sedile della macchina. E siccome le situazioni esplosive, evidentemente, esercitano su di lui un’attrazione irresistibile, lunedì Ranucci ne ha scelta un’altra. L’ha annunciato lunedì a mezzanotte meno venti, ora da carbonari.
La Rai, dopo averlo tolto da Report, gli aveva apparecchiato tre esili, il Cairo, il Tg3 e Rainews. E lui ha preso Rainews, che non è un esilio ma, appunto, una santabarbara. Farà lì le sue inchieste. Un piccolo Report, che si chiama “Spotlight”. Inchieste di contropotere. Rainews è il fortino dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti de sinistra, la redazione da cui proviene Vittorio Di Trapani, che dell’Usigrai è stato a lungo segretario e che oggi presiede, con il passamontagna dei guerilleros armati di vertenza, la Federazione della stampa. Un luogo ameno che da anni, lo diciamo con simpatia, produce tupamaros, gente dal comunicato facile, per la quale la mozione di sfiducia è un genere letterario e il direttore una specie protetta soltanto finché tace. A Report, bisogna riconoscerlo, un briciolo di dialettica resisteva ancora, a Rainews, con “Spotlight”, Sigfrido troverà invece una colonna inquadrata, più accesa anche se meno numerosa, che aspettava soltanto il suo comandante. E qui la Rai, che forse voleva punirlo, ha rovesciato il copione di Apocalypse Now. Nel film di Coppola c'è un commando che risale il fiume per togliere di mezzo il colonnello Kurtz, che nel cuore della giungla si è fatto venerare da una tribù di fedelissimi. A Viale Mazzini hanno fatto il contrario. La tribù c’era già, mancava il colonnello, e glielo hanno spedito con ordine di servizio e delega agli approfondimenti. Quello sparerà un’inchiesta alla settimana. Così nella foresta di Saxa Rubra ora lo attendono a volto dipinto, e lì Sigfrido potrà finalmente finire in pace il suo libro su Valterino, circondato da gente che, quanto a spontaneità dell’ariete, non ha nulla da invidiare all’amico.
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Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi universitaria in Inghilterra. Ho vinto alcuni dei principali premi giornalistici italiani, tra cui il Premiolino (2023) e il premio Biagio Agnes (2024) per la carta stampata. Giornalista parlamentare, responsabile del servizio politico e del sito web, lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.
