Da Nord Sud Ovest Est a Tulsa King: le serie tv della settimana tra nostalgia anni '90 e boss mafiosi

Max Pezzali e Mauro Repetto tornano a inseguire il sogno americano, mentre la britannica Youth racconta il tempo che passa e Vigil porta gli intrighi fino all'Artico. Sylvester Stallone, intanto, non ha intenzione di mollare Tulsa

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NORD SUD OVEST EST

Di Sydney Sibilia, con Elia Nuzzolo, Matteo Oscar Giuggioli (su Sky e in streaming su Now)
La leggendaria storia degli 883, secondo capitolo. Dopo il grande successo della prima stagione, e del primo album con “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, ritroviamo Max Pezzali e Mauro Repetto. Siamo sempre a Pavia, dove i nostri abitavano, e per ammazzare la noia delle lunghe giornate (siamo negli anni 90, abbastanza vicini eppure lontanissimi) facevano musica. Ora sono in cinema alle classifiche, circondati da fan, e tutte le porte sembrano aprirsi. Cosa scegliere? L’Italia comincia a andare stretta, c’è il sogno americano. E i due ragazzi stanno diventando adulti: un passaggio che mette alla prova anche le amicizie più strette. Max e Mauro ora guardano il futuro in modo diverso. Via da Pavia, per cominciare.

YOUTH

Di Sharon Horgan, con Aran Murphy, Rupert Friend, Sharlene Whyte (otto episodi su Hbo Max)
Ifigli se ne vanno da casa. Non ricordiamo il loro punteggio della lista dei traumi – per le donne, si intende, i maschi a malapena se ne accorgono, sono già fuggiti a prepararsi un altro nido d’amore con figli piccoli. Alex lavora come agente letteraria, il figlio che va all’università si chiama Ruan. Ha anche anche i genitori anziani da gestire, uno soffre di Alzheimer e l’altra ha il diabete. Non ricordiamo neanche a che punto della lista si colloca il tempo che passa, per le donne, ovvio. Per i maschi è tutto fascino in più. Sharon Horgan ha scritto la serie (finora otto episodi di mezz’ora) e recita, come in tutti i suoi lavori. Aveva iniziato con Stephen Fry, più che una garanzia. Attenzione: serie britannica, quindi si ride.

VIGIL - INDAGINE A BORDO

Di Tom Edge, con Suranne Jones e Rose Leslie (terza stagione dal 18 ottobre su Sky e in streaming su Now)
Roba forte. Siamo in una serie britannica, c’è peschereccio scozzese che scompare. Un cadavere viene ritrovato a bordo di un sottomarino nucleare, era un soldato delle forze speciali. La vittima perfetta per scatenare un conflitto tra la polizia, la marina, i servizi segreti britannici. L’ispettore capo Amy Silva e Kirsten Longacre, sergente, indagano. In una stazione di ricerca nell’Artico, piuttosto remota, ma al centro delle tensioni geopolitiche. E degli intrighi internazionali – per dirla con Alfred Hitchcock, la serie è prodotta dalla Bbc – che si intrecciano con i rapporti personali. Non è esattamente come lavorare a Londra, nel mitico MI6 dove James Bond si aggirava tra una missione e l’altra.

TULSA KING

Di Taylor Sheridan, con Sylvester Stallone, Garrett Hedlund, Jay Will (quarta stagione su Paramount+)
Mettetevi tranquilli, Sylvester Stallone vuole arrivare a sei stagioni per questa sua serie. Qui fa il boss mafioso Dwight Manfredi, detto “Il Generale” (così, per far capire subito che non si tratta di un impiegatuccio del crimine). Nella prima stagione aveva appena finito di scontare i suoi 25 anni in carcere, prima era un pezzo grosso di New York. Ora lo mandano a Tulsa, Oklahoma, per estendere il business locale. Una filiale, che di stagione stagione è diventata una bella realtà, nel mercato del bourbon di Tulsa. Non senza nemici: con una famiglia locale – appartenente alla Dixie Mafia – si scatena una violenta guerra. Ora bisogna ottenere la licenza per la vendita legale di alcolici. Ma i federali sono corrotti.