Una serie di serie
Le ribelli di Derry, i peccati di Fanelli, i fratelli di Steinbeck e il sogno americano degli 883: le serie della settimana
Dalle divise cattoliche dell’Irlanda degli anni Novanta alla Valle d’Aosta annessa alla Svizzera, passando per una madre che gestisce un bordello e due ragazzi in fuga da Pavia. Tra nostalgia, scandali e famiglie in guerra, quattro serie per evadere dalla realtà
12 OTT 26

Emanuela Fanelli - foto via Getty Images
DERRY GIRLS
Di Lisa McGee, con Louisa Harland, Saoirse-Monica Jackson (tre stagioni complete su Netflix)
Un po' di cattive ragazze, ogni tanto. Perché siano davvero ribelli, non solo occupate a rubarsi i fidanzati, bisogna tornare a qualche anno fa. Questa serie irlandese è conclusa, inutile sperare in una stagione 4. La protagonista Saoirse-Monica Jackson – nella serie si chiama Erin Quinn e ha sedici anni – intanto ha fatto carriera, recitando nel "Decameron" seriale di Kathleen Jordan. Era il suo sogno da attrice drammatica, "Derry Girls" è una gara di smorfie e dispetti adolescenziali. Noia e ribellione. Con addosso la divisa della scuola cattolica, gonna a pieghe e calzettoni. Siamo nell'Irlanda del nord, prima metà degli anni 90. Sullo sfondo, i disordini. Ma le fanciulle hanno la loro agenda, quanto a troubles.
PECCATO
Di Valerio Vestoso, con Emanuela Fanelli, Malcom Pagani, Sabrina Ferilli (sei episodi su Hbo Max)
Il trionfo dei truccatori: gli attori hanno facce conosciute, invecchiate al 2049. Siamo in Valle d'Aosta, che nel frattempo è stata annessa alla Svizzera. Lo svogliatissimo cronista Malcom Pagani vorrebbe girare documentari serissimi su Alberto Moravia – invece lo mandano a inseguire Emanuela Fanelli. Scappata non si sa per quale scandalo – almeno all'inizio. Intanto Paola Cortellesi – recitavano insieme in "C'è ancora domani" – è diventata presidente della Repubblica italiana. Fanelli personaggio è un misto delirante di mitomania e ingenuità. Spiega al mondo che l'inglese "to play" vuol dire anche giocare, ha la statuetta dei David nella borsetta e vanta le sue misure da modella, la "body positivity" è per le brutte.
LA VALLE DELL'EDEN
Di Zoe Kazan, con Florence Pugh, Christopher Abbot, Mike Faist (miniserie su Netflix)
Zoe Kazan – vista in "Ruby Sparks" di Jonathan Dayton e Valerie Faris, l'applaudita coppia di "Little Miss Sunshine" – è nipote di Elia Kazan. Coraggiosa, ora adatta per Netflix il romanzo di John Steinbeck "La valle dell'Eden" – era già un film diretto dal nonno, correva l'anno 1955, con James Dean nella parte di uno dei fratelli in lotta come Caino e Abele. La storia inizia nel 900, siamo in California, c'è un fratello ribelle e l'altro devoto. La madre non è morta – come entrambi credono di sapere. Ha lasciato il marito per avviare un bordello a Monterey. Altri affari: un carico di lattuga dovrebbe arrivare fresco sui mercati di New York. Secondo tentativo, con un carico di fagioli. Ormai si sente arrivare la guerra.
NORD SUD OVEST EST
Di Sydney Sibilia, con Elia Nuzzolo, Matteo Oscar Giuggioli (su Sky dal 9 ottobre)
La leggendaria storia degli 883, secondo capitolo. Dopo il grande successo della prima stagione, e del primo album con "Hanno ucciso l'Uomo Ragno", ritroviamo Max Pezzali e Mauro Repetto. Siamo sempre a Pavia, dove i nostri abitavano, e per ammazzare la noia delle lunghe giornate (siamo negli anni 90, abbastanza vicini eppure lontanissimi) facevano musica. Ora sono in cinema alle classifiche, circondati da fan, e tutte le porte sembrano aprirsi. Cosa scegliere? L'Italia comincia a andare stretta, c'è il sogno americano. E i due ragazzi stanno diventando adulti: un passaggio che mette alla prova anche le amicizie più strette. Max e Mauro ora guardano il futuro in modo diverso. Via da Pavia, per cominciare.