Liste macabre e pensieri affettuosi

Elisa Isoardi ha pubblicato sui social la foto della lavagnetta di Bar Centrale, una Dead Pool di anziani illustri, da Lino Banfi a Mina, con una specie di indice di probabilità mortuaria vicino. L'indignazione generale, la più facile delle indignazioni, è arrivata puntuale 

9 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 19:07
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(Foto Ansa)

Dice Google interrogato su Bar Centrale, il programma di Elisa Isoardi, ravvivato dalla presenza fissa di Serena Bortone, Gigi Marzullo, Rosanna Lambertucci, Francesco Giubilei (fresco acquisto), che si tratta di “un racconto dell’Italia partendo dalla provincia, luogo dove le notizie si trasformano in vita vissuta”. Ecco, la vita poi, a essere tanto vissuta e pure raccontata e riempita di notizie, beh, si sa poi dove va a finire. La redazione, poi, avrà il suo da fare, in mezzo a tanta scoppiettante vitalità e in un flusso di idee che nasce dalla splendida condizione generale del corpo autoriale.
Nuovamente, il vitalismo ha il suo esito nel suo opposto, in quella nota condizione di riposo detto eterno, anziché solo istantaneo, come temono alcuni. In questo schema aggiungete che si avvicina l’inizio di novembre e condite il tutto con la crudezza inevitabile di un pannello bianco e di una lista di nomi in un rosso tragico, con una specie di indice di probabilità mortuaria vicino, e l’indignazione generale, la più facile delle indignazioni, arriva puntuale. E che nomi, c’è tutto lo spettacolo, lo sport, il giornalismo, la politica nel senso più alto, in età probabilisticamente preoccupante. Sono messi in fila, partendo da Lino Banfi e Renzo Arbore, casualmente una doppietta pugliese, per arrivare, se si legge bene, a Dino Zoff e a Mina.
Con il solo vezzo di quell’inglese che salva tutto, per cui la lista è titolata Dead Pool, forse ben storpiabile da un Banfi in vena di rispondere chiamando gli estensori al comune destino, oggi a me e domani a te, ammonisce la danza macabra. Ma verrebbe ugualmente voglia di difendere gli estensori della lista. E’ vero, non giriamoci intorno, ci avete sottratto dall’ipocrisia, ma ci auguriamo che, dovesse capitare davvero a qualcuno della lista di passare dal pool alla tomba, il vostro tono sia leggero e insieme spiritosamente compilativo. Niente faccione pesanti e intristite, semmai un’epigrafe pazzamente televisiva, insieme a un pensiero affettuoso per il nome successivo della lista.