Da South Park (o South America) a Last seen: le serie tv della settimana, tra pernacchie e storie lacustri

Un mockumentary su Emanuela Fanelli. Quattro titoli che sfidano i generi e le aspettative

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SOUTH PARK - ora SOUTH AMERICA
Di Matt Stone e Trey Parker (stagione numero 28 su Paramount+)
Nel tempo libero lasciato dal golf, da Natalie Harp, dalle fughe nel carrello della cucina, Donald Trump si diletta con la geografia. Come un esploratore d’altri tempi, nomina quel che vede a sua immagine e somiglianza. I ragazzi terribili – ormai più che cinquantenni, “South Park” ha quasi 30 anni di successi – gli fanno il verso cambiando nome alla serie. Niente più “South Park”, ora si chiamerà patriotticamente “South America”. Come il New Mexico ribattezzato da Trump. E del resto, che ci fa nell’Unione uno stato che potrebbe indurre i messicani a considerarlo cosa loro? I democratici lo accusano di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica. Gli spettatori fedeli di “South Park” attendono le pernacchie della nuova stagione.
LAST SEEN
Di Ian Ridley, dal romanzo “The Dispatcher” di Ryan David Jahn, con Patrick Brammall (Apple tv+)
Quanto tempo serve per riprendersi dal dolore di una figlia scomparsa? Un ex poliziotto, dopo la perdita della figlia diventato operatore nei servizi di emergenza, riceve una chiamata (telefonica). A parlare è una ragazza, potrebbe essere proprio la figlia sparita. Inizia quindi una nuova indagine, scoprendo un sacco di sorprese sulla propria famiglia: neppure le cose che sembrano più ovvie restano tali. L’inizio è folgorante. E pure il punteggio su Rotten Tomatoes: il 100 per cento degli spettatori trovano la serie appassionante. La tensione è alta, inevitabili però i cedimenti – sono i momenti in cui pensiamo: non era meglio un film, due ore o anche meno, senza gli episodi superflui? La tensione vera non si regge lungo.
UNA FINESTRA VISTA LAGO
Regia di Marco Pontecorvo dal romanzo di Andrea Vitali, con Antonio Folletto, Giulia D’Aloia (Rai Uno)
Era ora che qualcuno di decidesse a sfruttare l’enorme patrimonio di storie lacustri custodito nei tanti libri di Andrea Vitali, scrittore di Bellano che ambienta le sue storie nel passato. Siamo negli anni 30, proprio a Bellano. Che non è affatto un paese immaginario, come suggerisce l’Intelligenza Artificiale, ma sta a un’ora di treno da Milano, sul lago di Lecco. Qui viene mandato, dalla profonda Calabria, il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò. Arriva con la moglie Maristella, e dopo un po’ capisce che al Nord gli abitanti non sono troppo accoglienti con i “forestieri”. Il paese è piccolo, ma pieno di storie e di personaggi. Usurai, attrici, ladri di dipinti religiosi. E corna, inevitabili.
PECCATO
Di Valerio Vestoso, scritta e recitata da Emanuela Fanelli, con Alessandro Borghi, Valerio Mastandrea (in autunno su Hbo Max)
La data di uscita precisa ancora non si sa. Quel che sappiamo basta per cominciare a sognare. Un mockumentary su Emanuela Fanelli, scritto e interpretato dall’attrice medesima, con la partecipazione di ospiti importanti. E l’onore di entrare nel programma della Mostra del Cinema. Trama: Emanuela Fanelli si è ritirata in un paesello sperduto della Val d’Aosta. Ma come mai è finita lì, voltando le spalle al mondo dello spettacolo? Siamo – saremo – nel 2049, anno del secondo film di “Blade Runner”. Abbastanza lontano, e abbastanza vicino, per le gag che immancabili verranno. La lista delle partecipazioni speciali va da Anna Bonaiuto a Paolo Virzi, passando per Gigi Marzullo e Tullio Solenghi.