una serie di serie
Da Off Campus a Mobland 2: le serie tv della settimana. Tra anni universitari e criminali
La nuove serie di Chuck Lorre (l’uomo dietro “Il metodo Kominski”, “Mike & Molly”, e soprattutto “The Bing Bang Theory”), e la versione Netflix del romanzo di Miles Franklin. Quattro titoli che sfidano i generi e le aspettative
31 AGO 26

Foto Getty
STUART FAILS TO SAVE THE UNIVERSE
Di Chuck Lorre, con Kevin Sussman, Lauren Lapsus, Brian Posehn (Hbo Max)
Spin off di una delle serie più conosciute e amate, oltre che longeve. La nuove serie di Chuck Lorre – l’uomo dietro “Il metodo Kominski”, “Mike & Molly”, e soprattutto “The Bing Bang Theory”, da cui era già derivata “The Young Sheldon” – racconta Stuart Bloom, il venditore di fumetti da cui gli scienziati si rifornivano. Quando il negozio va a fuoco, diventa il badante della madre di Howard Wolowitz, quello con i capelli a paggetto. Qui Stuart, sempre un pochino goffo, rompe un dispositivo quantistico fabbricato da Stuart e Leonard. Provoca un colossale disastro nell’universo, quindi si trova costretto a viaggiare tra un universo parallelo e l’altro per riparare i danni. Ognuno dei 10 episodi ha uno spoiler nel titolo.
LA MIA BRILLANTE CARRIERA
Di Chloe Rickard, dal romanzo di Miles Franklin, con Philippa Northeast, Christopher Chun (Netflix)
Prima il 100 per cento di recensioni positive su Rotten Tomatoes. Poi la caccia – online, con Shazam – ai musicisti che hanno lavorato alla colonna sonora. Niente male per una serie australiana in costume. Da parte di chi sicuramente non aveva mai sentito parlare del film tratto dallo stesso romanzo di Miles Franklin nel lontano 1979 (l’attrice era Judy Davis, la regista era Gillian Armstrong, australiane come il romanzo uscito all’inizio del Novecento). Una fanciulla di famiglia modesta è mandata per un po’ dalla nonna ricca, mossa utile per ben debuttare in società. Lei però vorrebbe fare la scrittrice, e conquistare la propria indipendenza. Ma si sa che l’amore sempre scombina i progetti delle fanciulle ambiziose.
OFF CAMPUS
Di Louise Levy, dai romanzi di Elle Kennedy, con Ella Bright, Belmont Cameli, Myka Abdalla (Prime Video)
Piovono successi. Stupefacenti, a giudicare da quel che vediamo. Eccone un’altra, non proprio al 100 per cento di gradimento (sul sito Rotten Tomatoes). Ora siamo al 91 – comunque è un bel risultato, sono numeri da “White Lotus”. Anche qui abbiamo l’hockey su ghiaccio, ma in un ambiente che propugna i valori tradizionali. Roba da non credere, dev’essere l’effetto dei romance letti e riletti. Siamo negli anni universitari, va forte il maschio vulnerabile. Il tipo che ascolta i propri sentimenti e soprattutto quelli della morosa. Insomma, niente amori tormentati e neanche ossessivi, meno che mai tossici. Tutto tranquillo e perbene, all’insegna del rispetto. “Che diventa irresistibile”, come recita uno slogan di lancio su You Tube.
MOBLAND 2
Di Ronan Bennett, scritta con Jez Butterworth, con Pierce Brosnan, Tom Hardy, Helen Mirren (stagione 2 dal 18 settembre)
Londra. Una famiglia criminale. Lo spiccia-faccende Tom Hardy - meglio: “fixer”, siamo in ambiente internazionale - avverte: “questa famiglia è avviata su una china mortale”. Ma Conrad e Maeve - Harrigan di cognome - non paiono preoccupati. La seconda stagione riprende da dove avevamo lasciato la famiglia, in guerra per l’impero criminale di North London: nemici esterni e ora minacce “interne”. I legami familiari potrebbero trasformarsi in una guerra aperta: rivalità, tradimenti e violenza. Riusciranno i nostri Harrigan a cavarsela, ora che un cartello internazionale li ha messi nel mirino? Lavoro duro per il fixer. Anche fuori dal set: Tom Hardy se ne voleva andare, divergenze artistiche.