Età dell’oro e di ossa
La California dei luccicanti e tenebrosi anni 80, ritratta da Bret Easton Ellis, ora in una serie tv
“The Shards”, in onda su Disney+, ci porta dentro il cuore di tenebra della stagione più scintillante del secolo scorso. Ci sono quasi solo teenager, che non contestano né lottano né vengono a compromesso coi genitori. Semplicemente li ignorano

Bret Easton Ellis (foto ANSA)
La punta di lancia dell’occidente è stata la California degli anni Ottanta. Sembrava vi si fosse concentrata la felicità del mondo. Non si era mai vista, né si sarebbe vista più, una massa di gente così ricca, bionda, sicura di sé. The West is the best. Il sogno collettivo di umanità del genere non poteva che essere un serial killer. O meglio, tanti serial killer, per i quali quegli anni e quella terra furono l’età dell’oro. “The Shards”, ovvero “Le schegge”, è il romanzo di Bret Easton Ellis diventato una serie tv in onda su Disney+, che cerca di spiegare questa apparente contraddizione. Solo apparente, perché non esiste festa che prima o poi non finisca male. Se in Italia ci siamo abituati a riciclare gli Ottanta come età della spensieratezza scemotta, “The Shards” ci porta dentro il cuore di tenebra della stagione più scintillante del secolo scorso. E’ il prequel del romanzo d’esordio di Ellis, “Meno di zero”, e racconta la sua formazione di scrittore: liceale all’ultimo anno, circondato da coetanei superfighi, vede arrivare a scuola un nuovo studente, se ne invaghisce e comincia a sospettare sia lui l’assassino pazzo che fa telefonate minatorie ai suoi amici. Intuizione o allucinazione? La cifra di Ellis è confondere la realtà con le fantasie più paranoiche. Un’ambiguità che riesce benissimo alla scrittura, meno al cinema, perché le immagini impongono un effetto di verità di cui la parola fa volentieri a meno. Molto belli, invece, i colori alla David Hockney, sorvolati da ombre che si mangiano i corpi.
Come nelle pellicole del decennio reaganiano, anche qui ci sono quasi solo teenager, che non contestano né lottano né vengono a compromesso coi genitori. Semplicemente li ignorano. I pochi adulti sono adolescenti invecchiati pessimamente, che tra l’altro concupiscono i fidanzati delle figlie. Persone decisamente poco serie. Ecco il problema: come distinguere l’immaginazione dalla realtà, se nessuno te lo insegna? Avendone prese parecchie in faccia, i grandi dovrebbero saper spiegare la differenza tra una porta aperta e una chiusa. Ma quando i soldi sono così tanti, le piscine così grandi, la cocaina così ovunque, chi ha voglia di fare o ascoltare sermoni? Chi si prende la briga di crescere o di far crescere? Tutto sembra aperto, a portata di mano. Allora la realtà si vendica. Perché ciò che viene dimenticato non sparisce ma si diffonde. E la stessa logica del corpo malato che, fingendo sia in salute, si ammala ancora di più e infetta chi sta attorno. Se non esistono più cimiteri, è la città intera a diventarne uno, ville, salotti, feste comprese. La California di quegli anni aveva bandito il dolore dai fascicoli scolastici. Censurarlo, però, ha come unica conseguenza perderne il controllo. Se il killer si accanisce sulla più perfetta delle stirpi, è perché lì il conto era rimasto in sospeso troppo a lungo. Anche l’età dell’oro, a scavare attentamente, è fatta di ossa.