In Rai spunta una vignetta antisemita contro il corrispondente da Gerusalemme. Rossi: "Gravissimo"

Il manifesto comparso sulla bacheca di Radio1 ritrae un topo rabbioso con kippah e ricciolini, con sotto il gioco di parole: "L'escurSIONISTA". Il direttore della radio Nicola Rao ha immediatamente richiesto l'intervento delle Forze dell'ordine. Filini (FdI): "La sinistra ha creato clima d'odio. Chieda scusa"


29 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 15:26
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Un topo rabbioso con kippah e ricciolini, con sotto il gioco di parole: "L'escurSIONISTA". Questo è il disegno comparso oggi sulla bacheca di Radio1, a firma dei gruppi 'Global Sumud' e 'Libere di lottare'. Un manifesto contro Giovan Battista Brunori, corrispondente da Gerusalemme, che da diversi giorni è bersaglio di critiche per aver descritto in un servizio le vittime di un attacco in Cisgiordania come "israeliani in escursione". 
Foto ANSA
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La vignetta sembra essere una foto pubblicata su Instagram successivamente stampata su carta. Sul manifesto antisemita "la Rai esprime la più ferma condanna", si legge in una nota dell'amministratore delegato dell'azienda, Giampaolo Rossi. "Si tratta di un episodio gravissimo che arriva al termine di giorni di polemiche strumentali e intimidazioni nei confronti del nostro corrispondente da Gerusalemme, Giovan Battista Brunori, che svolge da anni con professionalità e rigore il proprio lavoro in uno dei teatri di crisi più difficili e pericolosi al mondo". 
Il manifesto in questione, "che ripropone stereotipi e iconografie della peggiore pubblicistica antisemita del passato, affisso all'interno della sede di una testata Rai – ha aggiunto l'Ad – rappresenta un fatto di eccezionale gravità e richiama metodi di intimidazione e di isolamento nei confronti dei giornalisti che evocano le pagine più oscure della storia del nostro paese, incompatibili con il confronto democratico e con la libertà di informazione".
Rossi ha fatto sapere che il direttore di Radio1, Nicola Rao ha immediatamente richiesto l'intervento delle Forze dell'ordine. "La Digos ha effettuato un sopralluogo, acquisendo il manifesto e gli altri elementi utili agli accertamenti. La Rai ha già disposto un'indagine interna", si legge ancora nella nota. Analoga condanna anche dal Cda di Viale Mazzini: "L'affissione di materiale dai contenuti antisemiti all'interno di una sede del Servizio Pubblico rappresenta un fatto di eccezionale gravità, incompatibile con i valori costituzionali, con la missione della Rai e con il rispetto dovuto a tutte le persone che vi lavorano", si legge in un comunicato. Solidarietà a Brunori anche dal sindacato dei giornalisti Unirai Figec. "Il distillato di odio razziale, che viola i codici civile e penale e attenta alla nostra Carta Costituzionale – si legge in una nota – è un'intollerabile espressione di intimidazione e violenza che espone il collega giornalista, impegnato in rischiose zone di guerra, anche al pericolo di rappresentare un obiettivo politico, con imprevedibili conseguenze sul piano della sua sicurezza e di quella della sua famiglia. Riteniamo questo gesto un inquietante segnale di pericolo per la sicurezza del collega Brunori e pertanto pretendiamo che vengano aumentate le misure a tutela della sua incolumità", ha concluso Unirai Figec.
Walker Meghnagi, presidente della Comunità Ebraica di Milano, ha chiesto "un intervento tempestivo della magistratura", mentre per l''Unione delle Comunità Ebraiche Italiane "ancora una volta l'ideologia malata si riversa contro l'informazione in nome di un test ideologico aprioristico". Analoghe condanna anche da Fratelli d'Italia: "A quella campagna hanno contribuito, con dichiarazioni e attacchi pubblici, esponenti della sinistra, parlamentari e gruppi politici che hanno alimentato un clima di ostilità nei confronti di un giornalista del servizio pubblico", ha scritto Francesco Filini, deputato e capogruppo meloniano in Vigilanza Rai, esortando i diretti interessati a "chiedere scusa a Giovan Battista Brunori e alla Rai".