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Gratteri sbarca su Disney+ con una serie che dimentica i suoi tanti flop
Il pm supereroe celebrato in streaming con una “docuserie” intitolata “World Wide Mafia, ’Ndrangheta”. Un approdo naturale per il magistrato più televisivo di sempre
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21 APR 26
Ultimo aggiornamento: 05:46 PM

Foto ANSA
Il procuratore Nicola Gratteri sarà protagonista di una serie su Disney+, che sarà distribuita in Italia dal 20 maggio. Un approdo naturale per il magistrato più televisivo di sempre, tra conferenze stampa show sulle inchieste, ospitate e pure conduzioni di programmi in prima serata. Pur essendo prodotta da Disney non si tratterà di un cartone animato, ma di una “docuserie”, intitolata “World Wide Mafia, ’Ndrangheta”, e intende offrire “un racconto completo e unico sul fenomeno italiano della ’ndrangheta”. Al centro del racconto – scritto e diretto anche da Jacques Charmelot, marito di Lilli Gruber – ci sarà proprio Gratteri, dal 2016 al 2023 capo della procura di Catanzaro (oggi di quella napoletana), autore di numerose indagini contro la criminalità organizzata. La serie, si legge nel comunicato stampa ufficiale, “segue Gratteri negli anni in cui è stato procuratore della Repubblica di Catanzaro e permetterà agli spettatori di scoprire la sua storia personale e la realtà quotidiana della sua lotta, seguendo il suo lavoro di ‘comandante in capo’ di un’indagine che coinvolge servizi segreti, carabinieri, unità militari e forze speciali”. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per assistere all’ennesima celebrazione del magistrato calabrese. Non a caso, l’annuncio della serie è stato accompagnato da una locandina degna di un film poliziesco americano, con immagini di sirene accese, foto di impronte digitali e sospettati collegati con un filo rosso. E in primo piano proprio lui, Gratteri, che guarda l’orizzonte.
La serie si concentrerà molto sull’operazione Rinascita Scott, definita “la più grande operazione mai tentata contro la ’ndrangheta”, e si vanta di essere “basata su eventi reali”. Se così è, ci si aspetta che i telespettatori siano informati del fatto che l’inchiesta emerse nel dicembre 2019 con oltre 300 arresti, ma circa la metà di questi provvedimenti di arresto – chiesti e ottenuti da Gratteri – vennero annullati o revocati dai giudici. E che il processo si è concluso in primo grado e in appello con l’assoluzione di un terzo degli imputati. Non solo. Se la docuserie si baserà su “eventi reali”, allora sicuramente verranno raccontate anche le storie delle decine di persone fatte arrestare o accusate da Gratteri nelle sue numerose indagini, e poi assolte (e indennizzate per ingiusta detenzione con i soldi dei contribuenti).
C’è una storia, su tutte, che meriterebbe di essere raccontata con una serie ad hoc: quella della maxi indagine lanciata da Gratteri nel 2003 a Platì (Reggio Calabria). Il pm chiese e ottenne l’arresto di 125 abitanti su 3.800, con accuse gravissime come associazione mafiosa. Alla fine soltanto otto persone vennero condannate, nessuna per mafia. Si scoprì pure che alcune persone vennero arrestate sulla base di un errore grottesco: la parola “latistanti” contenuta in una delibera comunale venne scambiata per “latitanti”. E’ difficile però pensare che gli autori abbiano preso in considerazione i tanti flop accumulati dal magistrato più celebre d’Italia nel corso degli anni. Anziché “docuserie” sarebbe allora meglio parlare di serie fantasy.
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Classe 1991, abruzzese d’origine e romano d’adozione. E’ giornalista di giudiziaria e studioso della magistratura. Ha scritto "I dannati della gogna" (Liberilibri, 2021), "La repubblica giudiziaria" (Marsilio, 2023), "Massacro giudiziario" (Liberilibri, 2026). Su Twitter è @ErmesAntonucci. Per segnalazioni: [email protected]