L’hashtag giusto è #ilrigorepaga
Ce l’abbiamo fatta! Commissione Ue annuncia ora ok a più flessibilità x prossimi bilanci x paesi come Italia con conti in ordine. #serietàpaga”. Un messaggio di esultanza come questo, scritto ieri su Twitter dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, non si nega a nessuno. La notizia che la Commissione europea è pronta a concedere un minimo di flessibilità in più nel raggiungimento degli obiettivi di risanamento fiscale può, effettivamente, dare un po’ di respiro alla nostra economia. Carretta L’Europa allenta il rigore e il governo Letta esulta. I mercati ci credono poco

"Ce l’abbiamo fatta! Commissione Ue annuncia ora ok a più flessibilità x prossimi bilanci x paesi come Italia con conti in ordine. #serietàpaga”. Un messaggio di esultanza come questo, scritto ieri su Twitter dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, non si nega a nessuno. La notizia che la Commissione europea è pronta a concedere un minimo di flessibilità in più nel raggiungimento degli obiettivi di risanamento fiscale può, effettivamente, dare un po’ di respiro alla nostra economia. Tuttavia, anche nell’esultanza, bisogna fare attenzione a non prestare il fianco alla propaganda. Quella emersa ieri in Europa, infatti, è la seconda vittoria “après coup” di un anno di governo Monti e delle sue politiche di rigore fiscale; arriva dopo l’uscita dell’Italia dall’infrazione per deficit eccessivo, anche questa “festeggiata” durante il governo Letta ma garantita dagli sforzi dell’esecutivo tecnico e dei cittadini italiani. Perché la serietà paga, non c’è dubbio, ma è pur vero che più del rifinanziamento della cassa integrazione straordinaria, più del rinvio a settembre di Imu e Iva, a Bruxelles si apprezzano i conti in ordine.
Mario Monti nella nuova versione politico-elettorale non dà il meglio di sé, al punto che spesso perfino lui pare reticente nella difesa delle dure misure approvate tra fine 2011 e fine 2012, ma la damnatio memoriae collettiva non può oscurare del tutto i risultati di quell’esperimento tecnocratico di grande coalizione. Il circo mediatico lasciamolo a trasmissioni come “Ballarò” che ancora inseguono – con l’alternarsi di servizi strappalacrime e reportage dalla Svezia – il fantasma della riformatrice Elsa Fornero. Piuttosto l’attuale governo dica subito come intende utilizzare lo spazio di manovra conquistato. Spieghi come attuare le raccomandazioni dell’Ue su mercato del lavoro, rafforzamento delle banche e liberalizzazioni. Poi si potrà esultare davvero, ciascuno per il suo.