Quasi meglio di Sanremo. Il pagellone (e le canzoni) di Masterchef

Signori, che settimane campali. Il Regno Unito ha fatto un passo indietro, le ricercatrici dello Spallanzani ne hanno fatto uno in avanti (ma gli angeli camminano?); gli autori di Sanremo ci stanno servendo un’impepata di cozze di rassicurante femminismo paternalista condito con la nostra cronologia di Instagram, qualche sano ingrediente della tradizione e un po’ di imbarazzante giovinezza lamè (il costumista di Amadeus deve aver parlato con quello di Cattelan). Avanguardia pura dal retrogusto di Tavernello. Ora che persino vostra nonna ha un’opinione su Achille Lauro, è più che mai necessario cercare conforto altrove. E quale migliore distrazione del cibo?
Il cielo è azzurro sopra la cucina di Masterchef: le puntate si susseguono in un’armonia di drammi, preparazioni impossibili e le imperdibili lezioni di lingua di Locatelli (Magic English! Magic English! Look and speak and sing and play!). Siamo finalmente arrivati alla magica top nine.
Ecco il meglio e peggio degli ultimi episodi.