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Le nuove battaglie televisive si giocano all’estero (con buona pace dei sovranisti)

Mediaset, Sky, Mediapro: il mondo delle emittenti sta cambiando

10 Agosto 2019 alle 06:08

Le nuove battaglie televisive si giocano all’estero (con buona pace dei sovranisti)

Il presidente della Lega Serie A, Gaetano Miccichè, arriva in sala stampa per la conferenza dopo le decisioni sui diritti televisivi (foto LaPresse)

Tre eventi, solo in parte attesi, stanno cambiando l’Italia delle tv. Il primo è l’annuncio solenne lanciato da Pier Silvio Berlusconi dalle colonne della Stampa: Mediaset si candida ad aggregare un polo europeo insieme a partner che possono essere, stando ai primi contatti, la francese Tf1 e la tedesca ProSieben della quale Mediaset è azionista con il 9,9 per cento. Con Netflix, senza Netflix, contro Netflix, o forse sarebbe meglio dire oltre Netflix? Il gruppo americano on demand ha cambiato...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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