Gli stereotipi sulle donne dell'est sexy e casalinghe fanno chiudere Parliamone Sabato

Nel programma condotto da Paola Perego si era parlato dei motivi per i quali varrebbe la pena scegliere una donna dell'est. La Boldrini teme addirittura la violenza sulle donne, e c'è chi se la prende coi giornali
19 MAR 17
Ultimo aggiornamento: 00:38 | 22 AGO 20
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La Rai ha chiuso Parliamone Sabato, il programma condotto da Paola Perego, dopo le polemiche in seguito alla messa in onda di una lista nella quale venivano elencate le ragioni per scegliere una fidanzata dell'est Europa. Gli autori avevano analizzato il loro fascino sulla base di sei presunte peculiarità: “Dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo”, “sono sempre sexy, niente tute né pigiamoni”, “perdonano il tradimento”, “sono disposte a far comandare il loro uomo”, “sono casalinghe perfette e fin da piccole imparano i lavori di casa” e “non frignano, non si appiccicano, non mettono il broncio”.
“Gli errori si fanno, e le scuse sono doverose, ma non bastano”, ha detto il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. “La decisione di chiudere Parliamone Sabato - spiega Dall'Orto - non è infatti solo la necessaria reazione ai contenuti che contraddicono sia la mission del servizio pubblico che la linea editoriale. È anche una decisione che accelera la revisione del daytime di Rai 1 sulla quale peraltro stavamo lavorando da tempo. Questo al fine di rendere i contenuti Rai sempre più coerenti ai valori che ne ispirano la missione”. Il direttore di Rai1, Andrea Fabiano, ha aggiunto: “Rinnovo le mie scuse più sincere per quanto accaduto e ribadisco l’impegno per un’offerta sempre ispirata ai valori del servizio pubblico”.
Così ha twittato il marito di Paola Perego
A difendere parzialmente Parliamone Sabato ci aveva provato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: in una nota parlava di polemica “ipocrita e insensata” e spostava l'attenzione sulle pagine dei quotidiani dove “la donna appare come un mero oggetto, eppure non ci sembra che chi oggi si indigna con la Perego abbia mai protestato contro i direttori delle varie testate giornalistiche”.