da Pisa
La rete in gabbia a Pisa
Gli spazi fisici sono fondamentali per il funzionamento della rete, ma mancano i palcoscenici per rappresentarla. Quelli che Internet non avrà mai, nemmeno al festival che la festeggia.

Da sedici edizioni Pisa ospita un festival dedicato a qualcosa che continua a sfuggirle. Internet Festival riempie palazzi e aule di incontri e installazioni. Poi arriva la domanda: come si dà un corpo a una rete senza mostrarne le infrastrutture? In città si discute di intelligenza artificiale, ma server e backbone restano altrove. E in alcuni spazi del centro, durante le passate edizioni, anche la connessione mobile era tutt’altro che garantita.
Una
città fuori dalla rete
Ieri il problema si è visto prima ancora di entrare in una sala. Come ogni anno la Pisa Half Marathon ha attraversato il centro, chiuso lungarni e ponti, portato oltre quattromila persone fino a piazza del Duomo. L’Internet Festival ha concentrato gli appuntamenti dell’ultimo giorno solo dal pomeriggio: alle 15 alla Scuola Normale si parlava di democrazia e intelligenza artificiale, alle 16.30 si proponeva l’ennesimo patentino (quello digitale) mentre si discuteva di IA fuori dallo schermo. Alle 19, alle Logge, il dj set di Sarafine chiudeva una giornata in cui internet era solo il contorno.
Eppure il programma aveva cose interessanti da dire. Ma fino a mezzogiorno la città era stata della corsa. Non è una colpa dei runner, né una contesa fra cultura e sport. È una differenza di peso urbano: la mezza maratona sa trasformare Pisa in un evento, il festival fatica ancora a fare altrettanto. La corsa ha un percorso visibile e migliaia di corpi nello stesso spazio. Internet Festival ha sedi distanti tra loro e appuntamenti che vivono soprattutto dentro stanze. “Diffuso” è il termine con cui si descrive la formula, a volte significa soltanto che non c’è una piazza.
La mezza maratona ha reso il contrasto più evidente: per occupare lo spazio pubblico servono permessi e una presenza concreta. La rete, che avrebbe cancellato le distanze, continua a dipendere da istituzioni e orari. Domenica gli appuntamenti in presenza sono ripartiti quando le strade tornavano disponibili. Insomma, se il calendario online prosegue fino a dicembre, la città reale ha altri vincoli.
Do Not Feed the Animal
L’immagine migliore di questa edizione era già dentro una gabbia. “Do Not Feed the Animal”, l’installazione di Francesco Moretti alle Benedettine, chiude un drone in una struttura metallica che richiama la forma del Battistero. La telecamera riprende chi guarda e rimanda le immagini su uno schermo esterno. Il dispositivo nato per osservare dall’alto diventa a sua volta oggetto di osservazione. Non è solo l’intuizione di un’opera, ma anche una diagnosi involontaria: la tecnologia pare libera finché non si vedono le sbarre che la sostengono.
Proprio in questi giorni, i droni ucraini hanno colpito tre data center di Yandex in Russia: prima Sasovo e Kaluga, poi il polo nella regione di Vladimir, dichiarato fuori uso domenica. Sono infrastrutture per servizi cloud e sistemi di intelligenza artificiale. L’idea che fossero sedi delle bot farm russe circola, ma non è confermata. Il fatto accertato basta già: per interrompere servizi digitali, i droni hanno colpito edifici reali, pieni di server.
Internet non è una nuvola, né un luogo senza geografia. Consuma energia e occupa capannoni. Ha proprietari, dunque anche bersagli. La guerra lo ricorda con brutale chiarezza, il festival dovrebbe riuscire a farlo vedere senza affidarsi soltanto a conferenze e metafore.
Negli anni è stato già scritto dei paradossi della quattro giorni di Pisa, tipo celebrare la rete senza mostrarne le infrastrutture e parlare di 5G dove il segnale fatica a entrare nei palazzi. La gabbia di Moretti ha reso la distanza visibile, resta da capire come ridurla. Non basta disseminare eventi e chiamarli città: perché Internet diventi un luogo fisico, il festival deve prendere possesso di Pisa almeno quanto la città, per una mattina, si lascia prendere da una corsa. I runner hanno avuto i ponti, il lungarno e una piazza. Internet solo una gabbia.