X è il sito più importante per il settore delle AI

Il dibattito, le polemiche, gli annunci, i moniti sulla fine del mondo: nel settore dell'intelligenza artificiale avviene tutto su X, l'ex Twitter, nonostante sia tecnicamente della concorrenza, cioè xAI. Recentemente anche Zuckerberg è dovuto tornarci per annunciare le novità di Meta AI: insomma, se non sei su X, non sei nessuno (almeno in questo ambito)

10 OTT 26
Immagine di X è il sito più importante per il settore delle AI
Quando lo scorso luglio Mark Zuckerberg, capo di Meta, ha dovuto presentare Meta Spark, il nuovo modello di intelligenza artificiale (AI) dell’azienda, ha fatto quello che la maggior parte delle persone attive in quel settore fanno per ottenere la più ampia visibilità possibile: pubblicare la notizia su X, l’ex Twitter.
X è diventata infatti la piattaforma più usata da chi si occupa di AI: è qui che ricercatori ed esperti discutono, litigano e lanciano moniti sui pericoli legati a questa tecnologia. Jacob Coxon, l’ex dipendente di Anthropic, l’azienda che sviluppa il chatbot Claude, che ha annunciato le sue dimissioni dicendo che le AI potrebbero "ucciderci tutti entro la fine del decennio" non l’ha fatto parlando con i giornalisti o in una conferenza stampa, ma su X, che è ormai fondamentale per il dibattito nel settore, nonostante tutto.
Questa fascinazione del settore delle AI per X non se X fosse ancora Twitter, ovvero un social network indipendente dove la maggior parte dei giornalisti, blogger e appassionati di politica e tecnologia discutono ogni giorno. Dall’ottobre del 2022, però, Twitter è di proprietà di Elon Musk, che poi l’ha chiamato X. Da allora, inoltre, Musk ha fondato xAI, un’azienda che si occupa proprio di AI, che nel marzo del 2025 ha acquisito X, creando un’unica grande azienda che riunisce altre proprietà di Musk, come l’azienda aerospaziale SpaceX.
Questo rende il ritorno di Zuckerberg su X ancora più strano. Meta, che negli ultimi due anni in particolare ha investito molto nelle AI, è un’azienda concorrente di xAI: la prima sviluppa sistemi AI con la divisione Meta AI, mentre la seconda sviluppa il chatbot Grok. Sempre Meta, inoltre, ha messo online nel 2023 Threads, un social network molto simile a Twitter, che ha peraltro beneficiato della controversa gestione di X da parte di Musk.
Nonostante tutto, Zuckerberg è tornato su X. Del resto, anche Sam Altman, capo di OpenAI, l’azienda di ChatGPT, è noto per essere molto presente sulla piattaforma, nonostante Musk stesso abbia denunciato OpenAI chiedendo originariamente un risarcimento di 134 miliardi di dollari. Anche John Ternus, il nuovo amministratore delegato di Apple, ha da poco attivato un profilo su X (con un tweet di una sola parola: «hello»), così come Jensen Huang, capo di Nvidia. 
E questa settimana anche Casey Newton, giornalista autore della newsletter Platformer e noto per il suo podcast Hard Fork, ha detto che tornerà a malincuore su X. Come mai? Su Threads, Bluesky sente di non raggiungere un certo tipo di utenza, dalla quale è escluso non essendo nemmeno su Substack, altra piattaforma influente nel campo delle AI.
Insomma, non c’è scelta, si direbbe. Molte delle discussioni e dei momenti più importanti degli ultimi anni per il settore, del resto, sono avvenuti proprio su X. Il termine “vibe coding”, con cui si indica la pratica di usare le AI per generare codice informatico riducendo al massimo l’intervento umano, è nato proprio qui, quando Andrej Karpathy, esperto di intelligenza artificiale e co-fondatore di OpenAI, ne parlò su X. Sul sito ci sono account specializzati in AI diventati molto influenti per tutto il settore tecnologico: ne è un esempio il podcast di business e tecnologia TBPN, attivo soprattutto su X e acquisito da OpenAI lo scorso aprile.
A inizio mese il giornalista Alex Heath ha chiesto proprio a Zuckerberg il motivo del suo ritorno sul sito. E Zuck ha precisato di avere una presenza social molto ampia e confermato lo stato di salute di Threads, ma ha anche ammesso che su X «ci sono molte persone del settore delle AI e con i social media bisogna comunicare dove si trovano le persone».
Il ruolo di X nel settore delle AI è dovuto perlopiù al caso, non alla strategia di xAI. Molte delle persone più attive in questo settore, infatti, erano già presenti nella piattaforma da anni, come scrive il sito Axios. A cambiare è stato semmai il genere di funzionamento del sito stesso, che nella direzione di Musk è diventato piuttosto fertile per due categorie di contenuti: quelli politici di destra e quelli sul settore tecnologico, in particolare criptovalute e AI.
A pesare è infine il fatto che il settore tecnologico non è esattamente animato da idealismo politico (o ha smesso di esserlo negli ultimi anni). Di conseguenza, molte di queste persone non si pongono il problema etico di usare un’app posseduta da Musk, come hanno fatto molti transfughi di Bluesky o Threads o Mastodon. Anzi, in alcuni casi, queste persone sono d’accordo con Musk, e hanno trovato in X la loro nuova casa.