nel cielo, ancora
Luca Parmitano torna nello spazio. La missione Artemis III dà il via alla nuova corsa alla Luna
L'astronauta è nell'equipaggio della missione della Nasa, destinata ad aprire la via al ritorno di esseri umani sul suolo lunare. Si parte nella seconda metà del 2027

Foto ANSA
Prima si è scusato per l'emozione, poi ha ringraziato "tutti coloro che mi hanno permesso di arrivare a questo volo". Sono state queste le prime parole dell'astronauta dell'Agenzia spaziale europea Luca Parmitano, subito dopo che la Nasa ha annunciato la sua fra i quattro membri dell'equipaggio della missione Artemis III, destinata ad aprire la via al ritorno di esseri umani sul suolo lunare. La missione, in cui l'astronauta avrà il ruolo di pilota, è prevista nella seconda metà del 2027, ma non sarà diretta alla Luna: è stata infatti progettata dopo la revisione del programma Artemis da parte della Nasa per sperimentare nell'orbita terrestre le tecnologie di rendezvous e di attracco fra la capsula Orion, sulla quale voleranno gli astronauti, e uno o due veicoli costruiti da aziende private per posarsi sul suolo lunare.
"La mia base di lancio – ha detto Parmitano, AstroLuca per i più – è stata il mio paese, l'Italia, che mi ha dato l'istruzione necessaria per arrivare a questa missione. L'Esa è stata la torre di lancio, che mi ha permesso di costruire relazioni e di esprimere tutto il mio potenziale. La Nasa è stato il razzo, che ringrazio per avermi permesso di far parte di questo incredibile equipaggio", ha aggiunto. "Con Luca Parmitano l'Italia protagonista nella nuova corsa alla Luna", ha dichiarato Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy (e Autorità delegata allo Spazio). "Questa scelta - ha aggiunto - è motivo di orgoglio per tutta la nostra Nazione e conferma il ruolo di primo piano che l'Italia avrà nella nuova sfida scientifica, tecnologica e industriale legata al ritorno dell'uomo sulla Luna con la prospettiva di una presenza stabile e duratura".
Chi è Luca Parmitano: da Paternò alla dj session in orbita
Parmitano sarà l'unico astronauta europeo sulla missione, oltre che uno dei membri con più esperienza, viste le due missioni spaziali già all'attivo. Nato a Paternò (anche se considera Catania la sua città natale) il 27 settembre 1976, ha trascorso 366 giorni non-cumulativi nello spazio, oltre ad aver effettuato sei 'passeggiate spaziali' nella sua carriera, per un totale di 33 ore e 9 minuti. Nel febbraio 2011, Parmitano è stato assegnato come ingegnere di volo alla prima missione di lunga durata dell'Agenzia spaziale italiana (Asi) sulla Stazione spaziale internazionale. Poi è partito a bordo di un lanciatore Soyuz il 28 maggio 2013 dal cosmodromo di Baikonour, Kazakistan. Mentre durante la missione Volare, ha trascorso 166 giorni nello spazio portando avanti oltre 20 esperimenti e prendendo parte a due attività extra veicolari e all'attracco di quattro navette.
Nel 2019 è partito per la sua seconda missione sulla Stazione spaziale internazionale con la navetta russa Soyuz MS-13. Era il 20 luglio, cinquant'anni dopo il primo sbarco dell'uomo sulla luna, per poi rientrare sulla Terra il 6 febbraio 2020. Durante la sua missione di 201 giorni l'astronauta ha assunto il ruolo di Comandante della Stazione Spaziale per la Spedizione 61 – diventando il terzo europeo e il primo italiano in assoluto al comando della Stazione spaziale internazionale.
In totale, Parmitano ha effettuato quattro uscite extra veicolari totalizzando 25 ore e 30 minuti. Durante la missione Beyond, Luca ha dato supporto a oltre 50 esperimenti europei e 200 esperimenti internazionali nello spazio. Fra razzi e passeggiate spaziali, Astroluca ha avuto il tempo di prendere parte alla prima 'dj session' in diretta dall'orbita terrestre, inviare un importante messaggio ai leader mondiali durante la Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico COP25 e parlare con i Premi Nobel di esopianeti e di chimica delle batterie.
Cos'è la missione Artemis III
Si tratta di una delle missioni chiave del programma spaziale che punta a riportare l'uomo verso la Luna. Oltre alla Nasa, sono coinvolti anche altri attori: Blue Origin sta sviluppando una versione lunare con equipaggio del suo lander Blue Moon, mentre SpaceX sta sviluppando una versione lunare con equipaggio della sua Starship: entrambi prototipi per Artemis III. La Nasa sta supportando attivamente entrambi i fornitori di lander durante le fasi di progettazione, sviluppo, collaudo e valutazione, condividendo anche le competenze e le capacità acquisite dalle missioni precedenti. Le operazioni previste per Artemis III consentiranno di aumentare la frequenza delle missioni, incrementare la produzione e migliorare la catena di approvvigionamento per il programma.
La missione è prevista per metà 2027, durerà circa due settimane e – va ribaditgo – non porterà nessuno sulla Luna. Nel piano originale doveva essere il primo allunaggio dopo cinquant'anni, ma Artemis III è stata ridisegnata. L'equipaggio resterà in orbita terrestre bassa, a circa 460 chilometri di quota, per testare le manovre di rendezvous e attracco tra la capsula Orion e i lander commerciali di Blue Origin e SpaceX. Dati utili per Artemis IV, quella che – se tutto fila lisci– porterà gli astronauti al polo sud lunare entro fine 2028.
È una missione di preparazione, dunque. Non meno importante: senza quei test il programma non va avanti. Ma chiamarla "corsa alla Luna" è già un'approssimazione.