IL PROGETTO
Così l'intelligenza artificiale può spingere la produttività nell'industria
I giovani confindustriali del Veneto progettano un luogo fisico di raccordo dove sviluppare l’AI nel manufatturiero, sfruttando le economie di scala per sostenere le piccole e medie imprese. “Abbiamo tre anni di tempo, o resteremo indietro per sempre”

Uno spazio fisico di ricerca e sviluppo sull’intelligenza artificiale, al servizio delle Pmi del manufatturiero. È l’idea lanciata in queste settimane dai giovani confindustriali veneti per riportare la regione a livelli di produttività competitivi con i giganti dell’high tech. L’iniziativa – ribattezzata Kilometro Verde, in omaggio al Kilometro Rosso di Bergamo che da vent’anni fa da traino territoriale per l’innovazione aziendale – nasce dal pragmatismo. Oggi l’export dei distretti veneti – aggiornato al 2024 – vale 33,2 miliardi di euro, in flessione dello 0,9 per cento rispetto all’anno precedente. L’economia del tessuto imprenditoriale locale è tipicamente mid tech: forte sul prodotto, ma con una marginalità più bassa rispetto alle aziende ad alta tecnologia (12-15 per cento contro 20-30). La volontà di stare al passo col mondo c’è, ma mancano le infrastrutture. Dunque come può la patria delle Pmi, con un potere di spesa relativamente basso rispetto alle multinazionali, compiere il salto di qualità? Facendo sistema, appunto. E sfruttando le economie di scala in un hub integrato lungo la dorsale dell’A4, tra Padova e Vicenza: qui dentro si lavorerà su dati, Industrial AI, modelli predittivi, potenza di calcolo condivisa. Cioè il viatico per il futuro.
“C’è bisogno di cambiare, di migliorare le nostre risorse”, dice al Foglio Luigi Gorza, presidente del Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Veneto Est e tra i promotori del progetto. “Qui sentiamo la mancanza di un luogo dove i vari portatori d’interesse – Pmi, università, centri di ricerca, istituti finanziari – abbiano la possibilità di mettere giù idee e tecnologie di frontiera per far crescere il Veneto come sistema. Abbiamo una forbice di circa tre anni per realizzarlo: se non ci riusciamo, diventeremo spettatori del progresso altrui. Noi come giovani vogliamo lanciare l’appello: ci mancano le capacità e il capitale per arrivare all’obiettivo comune”. Per sviluppare questo tipo di tecnologie serve un budget – nell’ordine delle centinaia di milioni – inavvicinabile per le singole aziende. “L’unica via è la coesione fra Pmi, big del territorio, istituzioni locali. E dopo il nostro annuncio abbiamo percepito un notevole interesse diffuso”. Il modello di sviluppo sottostante, incoraggiato anche dall’Istat, si basa sul trittico investimenti-innovazione-produttività: lungo quest’asse si potrebbero poi aumentare i salari, le prospettive di crescita e gli incentivi per gli imprenditori emergenti a restare sul territorio. “Al Veneto serve un luogo iconografico alla portata delle startup, dove poter assimilare i processi dell’Industrial AI al servizio della filiera. I modelli sono Eindhoven, Monaco di Baviera, il Kilometro Rosso, appunto: possiamo fare per l’AI quel che Bergamo ha costruito per la meccatronica”.
Come si configura questo nuovo centro di connessione? Innanzitutto con la presenza di data center collegati e fonti di energia costanti e sicure – rappresentati dal nucleare degli Small modular reactor, imprescindibili per sostenere i modelli di AI. Questo sarebbe l’hardware: il software dovranno mettercelo le imprese nel loro insieme, attraverso il confronto reciproco e una creazione di valore al momento faticosa. Ben oltre il Veneto. Basti pensare che ora la quota di prodotti high tech sull’export manifatturiero in Italia – fonte Eurostat – è dell’11 per cento: la media Ue è del 18, la Germania tocca il 28. Mentre la quota del nostro paese rispetto all’export di high tech globale si aggira appena sul 2 per cento. “L’intelligenza artificiale è essenziale soprattutto per efficientare le linee di produzione”, spiega Gorza. “Dalla velocità di calcolo alla programmazione aziendale nelle sue varie sfaccettature: la tecnologia consente un risparmio di tempo significativo, che si traduce in un vantaggio competitivo enorme”. Mentre il timore dell’eventuale sostituzione macchina-operaio non sarebbe poi così fondato, stando ai sostenitori del Kilometro Verde. “Come ogni rivoluzione industriale, il progresso non crea disvalore per la comunità e livella la qualità del lavoro verso l’alto. Se poi ci mettiamo il calo demografico italiano, l’AI è la soluzione che ci permetterà di ottimizzare la produzione anche quando diminuirà la forza lavoro. Dobbiamo arrivare pronti”. La prima tappa, nei prossimi tre mesi, è individuare il fabbisogno di capitale per l’orizzonte triennale prefissato. Coinvolgendo il privato, più del pubblico. “Alla politica non chiediamo fondi: soltanto di lasciarci lavorare e renderci la vita più semplice. Abbiamo bisogno di un paese meno burocratizzato”. A partire da una piattaforma unica per il Veneto.