Il presidente francese cambia idea a seconda dell'interlocutore: se da una parte è tra i più convinti sostenitori dell’escalation – almeno da quando si è accorto di essere stato ingannato da Vladimir Putin, che lo aveva accolto al Cremlino alla vigilia dell’attacco all’Ucraina –, dall’altra è fra i più “diplomatici”. Bastone e carota, come ha ironicamente osservato il Kyiv Independent