Benedetto Marcucci cede la parola allo stesso Murri, cita proprio fatti e pagine nei quali egli s’applica a demolire scelte storiche e politiche di quella borghesia, e dei suoi eredi, tentando esplicitamente di meglio armare di cultura del diritto e dello Stato le forze espressione dei ceti popolari, del “proletariato”: i partiti dell‘“Estrema” e i cattolici.