Villalobos è un regista vero, nel senso che sa gestire il palcoscenico. Come molti di rito “moderno”, però, soffre di un’ipertrofia di idee. Magnifica senza se e senza ma, invece, la direzione di Michele Gamba, che giustamente parcheggia la partitura all’incrocio fra Elektra, il Sacre e il Barbablù