Un po’ autobiografia, un po’ confessionale, in "Óra. Difendi conserva prega” l'artista parla soprattutto di spiritualità, ma anche di famiglia-eterno rifugio e altrettanto di geografia, in quel continuo susseguirsi di fughe e ritorni, dalla montagna alla città, dalle estremità conosciute al ritorno all’eremo. Il "prete" è ancora qui