I rischi di questa malattia risiedono nella recidiva dei primi anni dopo i trattamenti medici: anche se sembra assente, rimane presente sotto forma di un numero piccolo di cellule tumorali sopravvissute che possono crescere. L'obiettivo del vaccino è costruire una sorveglianza capace di intercettare i cloni residui prima che diventino una ricaduta clinica