Franco Lechner è stato ben più di un caratterista. Ha stemperato, giocando e duettando con Milian, la cappa cupa e larvatamente violenta di film che volevano rescindere il cordone ombelicale con quel cinema brutale e severo fatto di sbirri incorruttibili e dai metodi spicci, banditi spietati, giudici e istituzioni eccessivamente garantisti