Finisce l'imbattibilità dei Thunder. Wembanyama domina gara uno

I San Antonio Spurs vincono contro la squadra di coach Mark Daigneault 122 a 115 e si aggiudicano la prima partita delle finali di Conference. Il francese segna oltre quaranta punti e prende più di venti rimbalzi, raggiungendo il primato di Wilt Chamberlain
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19 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 02:02 PM
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Foto LaPresse

Sarebbe stata la nona vittoria in nove partite in questi Playoff Nba per gli Oklahoma City Thunder. Tre volte tre, la perfezione nella numerologia cristiana. Ma i meccanismi ormai rodati della squadra di coach Mark Daigneault si sono inceppati quando hanno trovato davanti i San Antonio Spurs e soprattutto i 2 metri e 24 centimetri di Victor Wembanyama. I campioni in carica alla fine sono stati sconfitti 115 a 122 perdendo la loro prima partita ai Playoff, dopo aver vinto, facendolo sembrare facile, prima contro i Phoenix Suns e poi contro i Los Angeles Lakers di LeBron James. Il 22 enne francese, chiudendo la partita con più di 40 punti fatti e più di 20 rimbalzi presi, ha eguagliato il primato di Wilt Chamberlain. I due centri sono gli unici cestisti della massima lega americana a essere riusciti a mettere assieme tanto alla loro prima presenza in una finale di Conference. Per la precisione di punti Wembanyama ne ha fatti 41, di rimbalzi ne ha presi 24, senza contare tre stoppate e altrettanti assist. E’ diventato il secondo giocatore della sua franchigia a raggiungere questi numeri dopo David Robinson, uno che, oltre ad aver vinto due titoli con gli Spurs, ha fatto parte del Dream Team che a Barcellona 1992 vincendo l’oro olimpico giocando insieme a, tra gli altri, Micheal Jordan, Magic Johnson e Larry Bird.
Nonostante la performance del francese, che ricorda agli appassionati di basket quanto la pallacanestro è cambiata e che un centro può fare il lavoro di una guardia - seguendo la direzione tracciata dal serbo dei Denver Nuggets Nikola Jokic - ha anche segnato la tripla decisiva tirando da nove metri, agli Spurs comunque sono serviti due overtime per chiudere la prima gara contro i Thunder. Okc non ha vinto il titolo per caso lo scorso anno. Non sono bastati i 31 punti, con otto triple, di Alex Caruso, il miglior realizzatore della squadra, perché a venire meno ai padroni di casa è stato Shai Gilgeous-Alexander, da pochi giorni nominato Mvp della stagione bissando il premio della scorsa stagione. Il canadese ha segnato 24 punti, ma ha tirato con il 7 su 23 dal campo e ha chiuso il match con un rapporto plus/minus di -15, il peggiore tra i suoi.
Non è solito che in una partita Nba si giochino due tempi supplementari, ed è certo anche questo il motivo per cui Wembanyama è riuscito a fare così tanti punti. Ma se ciò è vero, è vero anche che più il cronometro va avanti, più la fatica si fa sentire, soprattutto considerando che la stagione sta finendo e i giocatori hanno nelle gambe mesi e mesi di partite. E che i canestri vanno segnati. Ma di certo non ha sentito la fatica un altro ragazzo di San Antonio, più piccolo di Wembanyama di due anni, alla prima stagione in Nba: Dylan Harper, classe 2006. In 47 minuti l’americano di origini filippine ha segnato 24 punti, preso 11 rimbalzi, fornito 6 assist e rubato 7 palloni diventando l’unico rookie assieme a Magic Johnson a realizzare una prestazione del genere. Questo record era rimasto imbattuto dalla stagione 1973-1974.
E’ troppo presto per considerare chiusa la finale di Conference a Ovest e immaginare gli Spurs in Finale contro la vincente tra i Cleveland Cavaliers e i New York Knicks che a Est inizieranno oggi la loro serie. Ma questa partita ha scalfito l’aura di imbattibilità dei Thunder, dimostrando che tra un'ottima organizzazione di squadra e la perfezione ci possono essere 2 metri e 24 di distanza. Qualcosina in più se Wembanyama decide di alzare le braccia verso l’alto.