Il raggio di sole di Igor Arrieta e Afonso Eulálio nel diluvio del Giro

La pioggia, il freddo e la grandine si abbattono sulla 5a tappa del Giro. Lo spagnolo è riuscito a vincere nonostante una caduta e un dritto, fortunatamente innocuo, in una curva. Il portoghese, caduto anche lui, è la nuova maglia rosa

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13 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 04:20 PM
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La vittoria di Igor Arrieta a Potenza (foto LaPresse)

Una doccia di pioggia che batte sui caschi e sulle schiene dei corridori, fiumiciattoli che scorrazzano sull'asfalto, gocce di acqua che scendono trasparenti dall'alto e che si alzano grigiastre da terra. E poi l'aria, fresca e tagliente, a irrigidire mani e braccia, a far smarrire la sensibilità. Il maggio mite e dolce che culla illusioni e speranze è diventato un sogno finito male lungo le strade che da Praia a mare portavano a Potenza. Così per tanti, così soprattutto per Giulio Ciccone che, tra i rigagnoli d'acqua sporca che macchiavano il grigio scuro dell'asfalto, ha visto prima scolorire e poi scorrere via la magia rosa che indossava. Nel nubifragio calabro-lucano sono naufragati uno dopo l'altro i suoi compagni di squadra, lasciandolo solo nel tentativo, assi problematico, di rincorrere da solo chi al mattino era fuggito con la speranza di non farsi raggiungere.
Giulio Ciccone all'arrivo della 5a tappa del Giro d'Italia 2026 (Foto di Gian Mattia D'Alberto per LaPresse)
Giulio Ciccone all'arrivo della 5a tappa del Giro d'Italia 2026 (Foto di Gian Mattia D'Alberto per LaPresse)
C'è chi però nella pioggia di maggio è riuscito a trovare un raggio di sole tanto improbabile quanto una pioggia rosa. L'hanno trovato gli avventurieri che salendo verso Prestieri, prima salita di giornata, e nell'altopiano che guarda dall'alto la valle del Mercure, avevano osato rischiare, fregandosene di maltempo e probabilità di successo, allontanandosi dal gruppo alla ricerca di una giornata da ricordare. Un raggio di sole che ha accarezzato beffardamente a una mezza dozzina di chilometri dall'arrivo Afonso Eulálio e Igor Arrieta, gli uomini che meglio degli altri avevano pedalato sulla salita che portava alla Montagna Grande di Viggiano. Un raggio di sole che hanno rischiato entrambi di non godersi, scivolati entrambi sulle strade fradicie della Lucania. Botte su gambe, spalle e, soprattutto, fiducia in se stessi, capaci di trasformare la discesa in uno scivolo di timore. Toccare l'asfalto incrina certezze, ti rende dipendente dal freno.
Per eccesso di paura Igor Arrieta ha preferito prendere la strada sbagliata piuttosto di inclinare più del dovuto la bicicletta. In quel momento la possibilità di vittoria era sembrata scomparire dall'orizzonte dello spagnolo. Per eccesso di paura però Afonso Eulálio non è riuscito a sfruttare l'occasione. Il portoghese non ha forzato. Si è ritrovato a 1.200 metri dall'arrivo con dieci secondi di vantaggio ma con le gambe ammaccate dall'asfalto e dietro un corridore che voleva cancellare un errore per il quale si considerava l'unico colpevole. Igor Arrieta ha ripreso Afonso Eulálio a cento metri dal traguardo, ha oltrepassato per primo la linea d'arriva, con le mani a tenersi il casco e l'espressione di chi a stento credeva che quella fosse davvero la realtà, che quel raggio di sole poteva davvero essere raggiunto.
Igor Arrieta era stato il primo a credere tra quelli che erano in fuga dal gruppo che Potenza potesse essere davvero raggiunta prima degli altri. Quando era scattato sulla salita che porta a Viggiano, tutto giocava contro di lui. Il gruppo era vicino meno di due minuti e rosicchiavano secondi su secondi dalle speranze degli avanguardisti. Lo spagnolo si era lasciato alle spalle Victor Campenaerts, Gianmarco Garofoli, Lorenzo Milesi, Jhonatan Narváez, Darren Rafferty, Einer Rubio, Christian Scaroni, Guillermo Thomas Silva, Manuele Tarozzi, Martin Tjøtta. Tutta gente che per gambe o per spirito non c'aveva creduto abbastanza. Afonso Eulálio ha preso fiducia chilometri dopo, salendo verso la Montagna Grande di Viggiano. Hanno pedalato assieme. Hanno condiviso fiducia, cadute, timori, pioggia. E infine gioia. Quella di Igor Arrieta per la vittoria di tappa, quella di Afonso Eulálio per la conquista della maglia rosa.
Dopo l'arrivo di Potenza il portoghese si è guardato indietro e ha scoperto di avere un vantaggio di 2'51” sullo spagnolo, 3'34” su Christian Scaroni, 3'39” su Andrea Raccagni Noviero, 5'17” su Johannes Kulset, ben 6'16” su Giulio Ciccone. Abbastanza per sognare. E chissà pure per sperare che questo Giro d'Italia, almeno per lui, non sarà un bel ricordo di un giorno soltanto. Anche perché una tappa del genere, con una pioggia del genere può lasciare strascichi lunghi nel gruppo.

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