Ferrari Hypersail, ecco la rivoluzione gialla alla caccia del record sul giro del mondo

La Ferrari del mare "è un’opera prima che esplora ogni campo dello yacht design, portandolo a un livello mai sfiorato", spiega il neo-project leader Enrico Voltolini. Il risultato sarà una super barca, sostanzialmente un monoscafo estremo con i foil, destinata a lasciare il segno nel futuro, ovviamente se la realtà supporterà le simulazioni

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25 APR 26
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Da account Youtube Ferrari

La cosa più scontata è l’unica per ora sicura, annunciata e storica. La Ferrari del mare, Hypersail, non poteva essere rossa. Sarebbe stata banalità pura. Ed ecco la livrea gialla: insieme al blu è il colore araldico di Modena, fa da sfondo al logo ufficiale dove incornicia il Cavallino di Francesco Baracca ed è il colore di tante vetture vincenti degli anni Cinquanta e Sessanta. Per chiudere il cerchio, al giallo è legata la storia di Fiamma Breschi, vedova del pilota Luigi Musso – cui aveva suggerito di gareggiare con un vivace casco giallo – e amica del fondatore: narra la leggenda che fu lei la persona che consigliò a Enzo Ferrari di portare una vettura gialla a un salone: era la 275 GTB, che venne presentata nel 1964 al salone di Parigi. In ogni caso, il reveal nella Milano Design Week della livrea di Ferrari Hypersail ha mostrato un Giallo Fly su cabina, foil e murate ben abbinato all’inedito Grigio Hypersail sul nudo carbonio in cui è stata costruita nel cantiere pisano.
Flavio Manzoni, chief designer officer del Cavallino e ‘firma’ del Ferrari design studio che lavora in stretta sinergia con l’architetto navale francese Guillaume Verdier, (‘mago’ delle barche che volano sui foil) regala l’immagine. “La performance detta le regole, il design le trasforma in bellezza: abbiamo inseguito un’estetica uniforme e funzionale” spiega Manzoni che, se vogliamo, ha avuto il compito più facile nella titanica impresa di Ferrari Hypersail, ma ha messo il sigillo con una serie di felici richiami: alla Ferrari Monza SP1/SP2 nella forma della fiancata, o alla Hypercar 499P nel ‘coachroof’ sulla coperta. E poi il logo Ferrari sulla randa con la ‘F lunga’ vista sulle ali delle monoposto di F1 nel biennio 2023-2024 ma anche sulla Daytona SP3, battuta all’asta miliardaria di Peeble Beach.
“Ferrari Hypersail è un’opera prima – spiega il neo-project leader Enrico Voltolini, raro mix di cultura ingegneristica ed esperienza agonistica – che esplora ogni campo dello yacht design, portandolo a un livello mai sfiorato”. E non si parla tanto di dimensioni, per quanto imponenti: 30 metri di lunghezza, 20 di larghezza e 40 di altezza. Perché la novità assoluta per la storia velica è l’aver convogliato, in una singola piattaforma, le soluzioni più avanzate e più estreme disponibili nel setteore ad alte prestazioni, con l’aggiunta di soluzioni ancora da testare ma che si annunciano rivoluzionarie. Il risultato sarà una super barca, sostanzialmente un monoscafo estremo con i foil, destinata a lasciare il segno nel futuro, ovviamente se la realtà supporterà le simulazioni. Ci sono almeno due idee clamorose come sottolinea Marco Guglielmo Ribigini, che guida il Tech Team Ferrari insieme a Matteo Lanzavecchia. “La prima è la chiglia basculante con foil: permette di avere una spinta verso l’alto, assicurando una notevole stabilità, soprattutto con onda formata, per rendere meno complicate le traversate oceaniche. La seconda è l’autosufficienza energetica grazie a un pacco batterie che è ricaricato da circa 100 mq di pannelli solari ben distribuiti sulla coperta”.
L’equipaggio? Il casting è iniziato, guardando a 360°: classi olimpiche, barche oceaniche, SailGP e America’s Cup. Talenti italiani ed esperti stranieri. Ci vuole una panchina lunga, perché il lavoro non mancherà e ogni tentativo di record (alla fine, l’obiettivo della sfida) richiede team assortiti e ruoli intercambiabili. Il calendario è fissato: varo entro fine anno, test (“lunghi e impegnativi” dice Voltolini) per almeno la prima metà del 2027. Poi si vedrà. Considerando le dimensioni e la tecnologia, Ferrari Hypersail è potenzialmente la barca più veloce del mondo: il record appartiene a Vestas Sailrocket 2 che sui 500 m ha toccato 62,53 nodi, circa 110 km/h che sono follia in acqua. Ma è un piccolo catamarano, difficile considerarlo ‘barca’. Ma se pensiamo che un AC75 ha già superato 55 nodi e Ferrari Hypersail è più lungo, invelato e ‘spinto’ non ci sono limiti prestazionali. Ma questo su acqua piatta o quasi. In oceano, l’ultima parola spetterà a Nettuno. E comunque, dateci pure dei nostalgici o degli amici di Soldini, ma la ciliegina sulla torta (almeno ideologica e comunicativa) sarebbe stata vedere Giovanni a bordo. L’ultima avventura del nostro Capitano.