Draghi: "Le condizioni del mercato del lavoro in Europa restano deboli"
La politica monetaria della Banca centrale europea "resterà accomodante finché necessario" e "sosterrà le prospettive di una ripresa verso la fine dell'anno". Lo ha dichiarato il presidente della Bce, Mario Draghi, durante la conferenza stampa che si è tenuta a Francoforte. Secondo quanto affermato da Draghi, le condizioni del mercato del lavoro nell'Eurozona "restano deboli". La Banca Centrale Europea ha inoltre rivisto "leggermente al ribasso" al -0,6% l'andamento del Pil per il 2013 ma anche "leggermente al rialzo" al +1,1% quelle per il prossimo anno. Lo Prete Cari europei, ecco perché Draghi non può imitare la Fed

La politica monetaria della Banca centrale europea "resterà accomodante finché necessario" e "sosterrà le prospettive di una ripresa verso la fine dell'anno". Lo ha dichiarato il presidente della Bce, Mario Draghi, durante la conferenza stampa che si è tenuta a Francoforte. Secondo quanto affermato da Draghi, le condizioni del mercato del lavoro nell'Eurozona "restano deboli". La Banca Centrale Europea ha inoltre rivisto "leggermente al ribasso" al -0,6% l'andamento del Pil per il 2013 ma anche "leggermente al rialzo" al +1,1% quelle per il prossimo anno. Sul fronte dei tassi di inflazione, il governatore ha affermato che "le evoluzioni dei prezzi dell'energia e del cibo potrebbero rendere i tassi di inflazione nell'Eurozona "volatili" nel breve termine ma, in generale, le pressioni sui prezzi restano modeste e le aspettative di inflazione fermamente ancorate agli obiettivi della Bce". Per Draghi inoltre "è cruciale" procedere sui passi necessari per varare l'unione bancaria, "ovvero il meccanismo unico di sorveglianza delle banche e quello relativo alla risoluzione" degli istituti in crisi e tali passi ''richiedono una più rapida realizzazione''.
Draghi ha inoltre ricordato come la Commissione Europea dovrebbe concedere ai paesi dell'Eurozona una proroga dei tempi per raggiungere gli obiettivi di bilancio "solo in casi eccezionali" e ha poi lodato "i progressi raggiunti da alcuni paesi" in campo di consolidamento fiscale invitandoli a non diminuire l'intensità degli sforzi per ridurre i deficit di bilancio. Poi ha sottolineato che "l'attività economica nell'area euro dovrebbe stabilizzarsi e recuperare nel corso dell'anno, sebbene a ritmo moderato".
LAVORO - Secondo quanto affermato dal presidente Draghi, le riforme del mercato del lavoro "hanno scaricato tutta la flessibilità sulle spalle dei giovani" e ciò, insieme alla globalizzazione, è il principale motivo dell'elevata disoccupazione giovanile nell'Eurozona. A tale proposito, il governatore ha rinnovato l'invito ai governi dell'eurozona a varare adeguate riforme strutturali per stimolare l'occupazione.
TASSI E MERCATI - "A grandissima maggioranza il consiglio direttivo della Bce ha ritenuto non esistessero le condizioni per un nuovo taglio dei tassi. Abbiamo avuto un'ampia discussione su quelle misure che devono affrontare i problemi di finanziamento – ha aggiunto – : fra le misure valutate, le iniezioni di liquidità (Ltro), le asset-backed securities, la politica dei collaterali". Sempre in merito alle misure adottate dall'Eurotower, Draghi ha evidenziato: "Se guardiamo ai dati è difficile non dire che quella delle Omt è stata la misura più di successo adottata in tempi recenti", promuovendo in questo modo le Outright monetare transactions e dicendosi "molto soddisfatto" di quanto fatto lo scorso anno dalla Bce. "Le Omt – ha proseguito - hanno portato stabilità non solo ai mercati europei ma anche a quelli mondiali". Tuttavia secondo il presidente della Bce il recente miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari "non deve rendere ottimisti" i governi dell'Eurozona, che non devono, su tale base "rilassare le proprie politiche fiscali senza riforme strutturali".
LIQUIDITA' - "I rimborsi delle Ltro hanno raggiunto circa il 60% del totale della liquidità iniettata". Lo ha annunciato il presidente della Bce, Mario Draghi, che ha definito questa restituzione "un segnale positivo perché mostra che le condizioni finanziarie continuano a normalizzarsi e che i depositi sono tornati fonti di finanziamento per le banche". Al tempo stesso Draghi ha lamentato il fatto che "questa liquidità non viene utilizzata dal sistema finanziario", e questo "è un segnale della debolezza del credito" nell'Eurozona. I paesi con deficit elevati, ha proseguito il presidente della Bce, soffrono "spesso di mancanza di competitivita'". Pertanto, "se un paese riceve semplicemente un'estensione di due anni e si ripresenta con un deficit e un debito piu' elevati e una competitività che è rimasta bassa, i mercati non ne saranno felici e lo puniranno molto in fretta", ha concluso Draghi.
GRECIA - La Bce non farà "davvero" un mea culpa come quello dell'Fmi, ma di sicuro "una cosa buona del rapporto interno del Fondo Monetario sulla Grecia è che non viene criticata la Bce". Il presidente dell'Eurotower Mario Draghi ha usato l'arma dell'ironia per rispondere a una domanda sull'autocritica fatta dall'Fmi, che ha riconosciuto "errori importanti" nella gestione del piano di salvataggio della Grecia. Draghi ha tuttavia sottolineato che Atene "ha affrontato un eccezionale aggiustamento: dobbiamo riconoscere che la Grecia ha fatto progressi che pochi anni fa sarebbero stati impensabili". "Spesso – ha poi aggiunto il governatore – questi mea culpa sono frutto di errori di valutazioni storiche, fatte sullo ieri con gli occhi di oggi". Ma Draghi ha invitato a ricordare quale fosse la situazione dell'epoca con "la paura di contagio" all'Eurozona. "E' difficile fare valutazioni ex post" ha concluso.