Addio vecchia Champions League: chiusa l'ultima fase a gironi della storia di coppa

La riforma ormai è nota: girone unico, partecipazione di 36 squadre – contro le attuali 32 – e otto incontri per ogni squadra da disputare nella prima fase, tutti contro avversari differenti scelti in base al ranking
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15 DEC 23
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Ansa

Addio gironi addio. La Champions League, così come Conference ed Europa League, hanno detto ufficialmente addio alla fase a gironi nei tornei continentali: quella conclusasi nei giorni scorsi infatti sarà l’ultima, prima della rivoluzione che andrà in scena a partire dalla stagione 2024/25, con l’arrivo del famigerato modello svizzero.
Introdotti per la prima volta nel 1991/92 con l’esordio della nuova Champions League (seppur di fatto in sostituzione di quarti e semifinali) e poi dal 2003/04 nel format che abbiamo imparato a conoscere (otto gironi da quattro squadre), i gironi sono ufficialmente andati in soffitta, spinti dalla ricerca della Uefa di Ceferin di avere nuove sfide interessanti e big match fin da subito, senza dover aspettare gli ottavi.
La riforma ormai è nota: girone unico, partecipazione di 36 squadre – contro le attuali 32 – e otto incontri per ogni squadra da disputare nella prima fase, tutti contro avversari differenti scelti in base al ranking (quindi due partite contro squadre di prima, seconda, terza e quarta fascia). Significa cioè due potenziali big match per ciascuna squadra, fattore che avrà un impatto anche in termini di ricavi e che anzi in parte lo ha già avuto: la Uefa ha infatti stimato ricavi dalle coppe pari a complessivi 4,4 miliardi nel 2024/25, al ribasso per ora rispetto all’obiettivo iniziale di 5 miliardi, ma in crescita di quasi un miliardo rispetto ai 3,5 miliardi della stagione 2023/24.